Il mercato delle case nuove è in caduta libera tanto che diverse lottizzazioni stentano a piazzare su un mercato poco ricettivo gli appartamenti realizzati (soprattutto di fascia media) e diversi costruttori rinunciano ad aprire cantieri. L'eccezione è Tirrenia: tante nuove case, molte vendite. Quando i cantieri fanno flop Case invendute, progetti bloccati: in Toscana non si compra più I costruttori stanno alla finestra in attesa di tempi migliori Il mercato immobiliare batte la fiacca. Quello delle abitazioni nuove è addirittura in caduta libera, tanto che diverse lottizzazioni stentano a piazzare su un mercato poco ricettivo gli appartamenti realizzati e diversi costruttori rinunciano, almeno per il momento, ad aprire nuovi cantieri. Il caso Montemurlo. Il caso di Montemurlo è emblematico della situazione vissuta in tanti comuni toscani. In municipio sono disponibili permessi già rilasciati per quarantamila metri cubi che languono, nonostante i richiedenti abbiano già dovuto pagare gli oneri di urbanizzazione. «Quando le case non si vendono - chiosa con lapalissiano buon senso il sindaco Mauro Lorenzini - è inutile costruirne di nuove». A Montemurlo, il regolamento ridefinisce le zone industriali e abitative separandole e per effettuare questo rimescolamento sono stati approvati diversi piani per realizzare ex novo o ricostruire capannoni industriali, abitazioni, immobili ad uso commerciale in modo più razionale. «Adesso però - aggiunge Lorenzini - si è fermato tutto. Non solo per la morìa di aziende, ma anche per l'incertezza sul futuro. E' ferma l'operazione a Oste, che doveva portare a realizzare novemila metri di commerciale, e quella a Bagnolo, dove al posto della filatura dovevano sorgere appartamenti. Si sono bloccate le grandi operazioni, ma anche i piccoli interventi, perfino quelli della famiglia che aveva messo in preventivo di ristrutturare l'appartamento». Empoli: in attesa di tempi migliori. Anche a Empoli, conferma il sindaco Luciana Cappelli, «ci sono due convenzioni già firmate per effettuare operazioni importanti nell'area del centro che non partono, ma si sono fermati anche i piccoli e medi imprenditori edili. Visto che c'è molto invenduto - afferma - aspettano tempi migliori prima di investire nuovamente. Si muovono all'insegna della filosofia di un passo alla volta». Grosseto: ferma la fascia media. A Grosseto, commenta il geometra Livio Ceccarelli, è completamente ferma la fascia media del mercato. «Nelle zone di edilizia popolare - chiarisce - sono stati effettuati piani di completamento che sono stati assorbiti abbastanza bene dal mercato, a causa delle dimensioni piuttosto ridotte e della scelta delle imprese di abbassare i prezzi, diminuendo gli utili per avere la certezza di vendere. Contemporaneamente, c'è una lottizzazione, nella zona Pizzetti, in un'area interessante e con una tipologia di abitazioni piuttosto elevata e dal costo notevole che non ha avuto grandi difficoltà ad essere assorbita dal mercato. La fascia intermedia, invece, è del tutto bloccata, soprattutto sul nuovo; ormai è ben difficile vendere sulla carta nelle prime fasi di avanzamento dei cantieri». Cecina e dintorni. Tra Cecina, Montescudaio e Guardistallo, ci sono lottizzazioni che stentano a piazzare il costruito. Al Renaio, in una zona molto ambita negli ultimi anni, ai piedi di Guardistallo, sono stati piazzati solo dieci appartamenti su trentadue messi in vendita. A Montescudaio, i primi due lotti realizzati alla Villa sono stati venduti in un attimo, ma ancora non era scoppiata la crisi dei mutui subprime, mentre nel terzo lotto solo quattro appartamenti su ventiquattro hanno trovato un acquirente. Un po' meglio vanno le cose alla lottizzazione di Palazzo Fiorito, dove al posto dell'ex ospedale di Cecina sono stati realizzati 79 appartamenti, 21 uffici e 18 fondi commerciali. Per quanto riguarda le abitazioni, la società Cecina futura ha trovato solo 38 acquirenti, mentre più facile è stato vendere uffici e fondi, anche se poi gli spazi riservati al commercio sono rimasti quasi tutti sfitti. Lucca: momentaccio. All'agenzia immobiliare Essegi di Lucca confermano il momento difficile. «A partire da luglio - spiega il titolare Giuliano Satti - abbiamo ricominciato un po' a lavorare, ma quasi esclusivamente sul mercato medioalto, con clienti che hanno buone disponibilità e cercano l'oggetto giusto per un investimento. A frenare il mercato è anche la politica del credito delle banche che non sostengono né le imprese, né i privati». La crisi secondo Tecnocasa. Che la crisi coinvolga soprattutto il mercato del nuovo lo conferma Mirko Cecconi, team manager per la Toscana di Tecnocasa. «Il motivo è semplice - spiega - negli anni della grande corsa dell'immobiliare, le quotazioni dell'usato sono salite molto, avvicinandosi a quelle del nuovo che quindi ha avuto un grande impulso. Adesso, con la brusca discesa delle quotazioni, per chi vende l'usato è possibile ridimensionare anche in misura significativa le pretese, mentre per le imprese, che hanno impostato le operazioni prima dello sboom ed hanno acquistato i terreni a prezzi elevati, è più difficile scendere troppo con i prezzi». Non tutta la Toscana, poi, si comporta allo stesso modo e adesso le situazioni di maggiore difficoltà sembrano concentrarsi soprattutto a Prato, Pistoia e Livorno.