Legambiente non crede alle assicurazioni del Comune: «Adesso avremo un grattacielo» (ri.s.) Legambiente non ci crede. Nonostante le assicurazioni dell'amministrazione comunale, «non crediamo che la politica della cementificazione cambierà». Tutto nasce dal convegno dedicato al piano di governo del territorio che si è tenuto dieci giorni fa alle ex Scuderie Martignoni. Un incontro dedicato al paesaggio urbano, durante il quale si è parlato della tutela dei beni architettonici come di quelli ambientali. «Già in quella occasione», si legge in un comunicato stampa diffuso ieri, «dopo aver apprezzato le belle parole dei relatori, abbiamo fatto presente come la realtà di Gallarate sia molto diversa». L'ultima conferma, così la leggono gli ambientalisti, arriva dalla notizia della costruzione di un palazzo di una dozzina di piani alle spalle dello stabile di Yamamay, in una traversa di via Carlo Noè. Una questione sollevata lunedì scorso in consiglio comunale da Pierluigi Galli (Pd), che parlò di un «grattacielo di quindici piani». In realtà, si tratterebbe, come detto, di dodici piani, ma, come afferma Legambiente nella nota diffusa ieri, «stiamo comunque parlando di un palazzo di 40 metri». Ora, di fronte ad un progetto del genere, «diventa difficile affermare che lo sky line, ovvero il profilo dell'orizzonte, non cambierà». Anzi, «forse cambierà completamente il profilo di tutta la città». Sì, perché «questo sarà probabilmente l'edificio più alto di tutta Gallarate, forse persino più del campanile della basilica». Tanto che «potrà gareggiare in altezza con le ultime ciminiere rimaste». Quale, però, la relazione tra i grattacieli ed i comignoli delle fabbriche? Si tratta di una contestazione mossa nei confronti dell'assessore all'Urbanistica, Massimo Bossi. Un paio d'anni fa, infatti, venne abbattuta una ciminiera in via Magenta, di fianco al vecchio ingresso dell'ospedale. All'epoca l'esponente dell'esecutivo andò su tutte le furie e si impegnò a far ricostruire la ciminiera. «Aveva assicurato che sarebbero stati utilizzati gli stessi mattoni», l'affondo ambientalista, «speriamo che almeno si sappia dove sono finiti questi mattoni, visto che ormai sono passati due anni dall'abbattimento» e ancora il manufatto non è stato ricostruito.
GALLARATE Belle parole, ma poi ecco altro cemento
Il Comune di Gallarate ha annunciato la costruzione di un palazzo di 12 piani alle spalle dello stabile di Yamamay. Legambiente non crede alle assicurazioni del Comune e afferma che la politica della cementificazione non cambierà. Il progetto è stato sollevato in consiglio comunale da Pierluigi Galli, che parlò di un grattacielo di 15 piani. Il palazzo sarà probabilmente l'edificio più alto di tutta Gallarate, forse persino più del campanile della basilica. Legambiente si è anche scagliata contro l'assessore all'Urbanistica, Massimo Bossi, per aver permesso l'abbattimento di una ciminiera in via Magenta due anni fa.
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