Il retroscena Soddisfatti in Comune: ora legge speciale Lo scacco di Roma ai «dissidenti» (e a Renzi va bene) E se il prossimo colpo di scena fosse la legge speciale per Firenze? Con l'arrivo di tutte le risorse (per completare i Nuovi Uffizi c'è già la disponibilità di altri 20 milioni di euro) che servono alla città e con il sindaco Matteo Renzi libero dai lacci della burocrazia che rallentano le grandi opere? Ma perché un salto così in avanti quando ancora il fulmine scagliato da Bondi non è stato assorbito? Perché la linea di dialogo Roma-Firenze sembra funzionare nonostante le scaramucce di facciata. Perché la nomina da parte del ministro Sandro Bondi del commissario (l'architetto Elisabetta Fabbri, la stessa del nuovo teatro del Maggio) per i Nuovi Uffizi è stata una mossa gradita da Palazzo Vecchio che si aspetta un seguito importante come la legge speciale e in più occasioni sollecitata, come ad esempio nell'ultimo incontro tra il portavoce del premieri Paolo Bonaiuti e Renzi. La conferma che questo possa non essere un salto in avanti così imprudente arriva proprio da Palazzo Vecchio: «È una buona cosa, non è una questione di persone, ma di norme diverse. Con il commissario diventa tutto più facile nei rapporti tra le aziende e gli enti pubblici, con la possibilità di stipulare contratti, come è successo per il Maggio. Speriamo ci sia un seguito della stessa strategia sul fronte della legge speciale». Dal Comune, ma anche da Roma, c'è un obiettivo ambizioso, consegnare i Nuovi Uffizi chiavi in mano nell'anno Vespucciano, il 2012. Insomma, c'è bisogno di correre senza più intoppi, quelli che sono costati il posto alla precedente soprintendente Paola Grifoni («troppo spigolosa, troppo puntigliosa», dicono a Roma). Dal ministero dei Beni Culturali danno una lettura del rilancio di Bondi più dettagliata, con una sfumatura polemica nei confronti di non ben precisati «dissidenti fiorentini». Dice una fonte qua-lificata: «Il commissariamento? Una precauzione nei confronti di alcuni funzionari dissidenti». Ma può bastare una spiegazione di questo genere. No. «Per il 90 la logica spiegano da Roma è quella del fare, fare presto e dire che abbiamo portato a compimento questo progetto. Ci sono venti milioni da investire e possono essere spesi in due anni. Per il 10, questo è un atto contro alcuni funzionari della soprintendenza, motivato dalla dissidenza dell'ufficio preposto alla gestione dell'intervento». Oltre ai soldi cosa porterà il commissariamento? «Il commissariamento è uno strumento molto forte, con molte facoltà di deroga; consente di avere accelerazioni nei lavori che altrimenti non sarebbero possibili. Per la fine di questa legislatura del governo racconta la fonte romana la galleria potrà essere restituita al mondo. Ma dal punto di vista dell'immagine, certo, è un chiaro indebolimento della soprintendenza fiorentina». A dire la verità la soprintendente Alessandra Marino, che da settembre ha sostituito la Grifoni, se di facciata ha incassato bene il colpo («sono sempre di ottimo umore»), lascia intendere che la decisione di Bondi l'abbia almeno sorpresa (il 21 dicembre aveva programmato una conferenza stampa dentro ai cantieri per mostrare lo stato di avanzamento dei lavori): «Ne prendo atto, spero che sarà una cosa fatta d'intesa con le soprintendenze, che ci sarà collaborazione e che io possa continuare ad avere un ruolo». Ma il colpo a sorpresa del ministero è da intepretare come un atto di sfiducia nei confronti della Marino? «Non credo, anche perchè sono arrivata da così poco...». E questo è verissimo, la soprintendente aveva firmato le carte per diventare responsabile del procedimento dei Nuovi Uffizi a metà settembre. «E in questo lasso di tempo abbiamo fatto cose, i lavori sono ripartiti, il cantiere è andato avanti. Però non ho letto il dispositivo di nomina del commissario spiega Marino e non so quale sarà il mio ruolo. Penso che questa decisione di Roma sia stata presa per favorire e velocizzare i tempi del reperimento dei fondi del secondo lotto non appaltato. E forse la scelta della persona, già commissario per il nuovo teatro del Maggio mi fa pensare che la motivazione principale sia nell'ottica di una gestione unitaria e coordinata dei grandi interventi fiorentini. Assicuro fin da ora la disponibilità, propria del mio ruolo per il raggiungimento dei fini istituzionali». Maurizio Di Mauro Alessio Gaggioli
FIRENZE - Braccio di ferro con i funzionari fiorentini
Il governo ha nominato un commissario per i Nuovi Uffizi di Firenze, Elisabetta Fabbri, che sarà responsabile della gestione del progetto. La nomina è stata vista come un atto di sfiducia nei confronti della soprintendente Alessandra Marino, che aveva firmato le carte per diventare responsabile del procedimento dei Nuovi Uffizi a metà settembre. La decisione di Roma è stata vista come una precauzione nei confronti di alcuni funzionari dissidenti. Il commissariamento consente di avere accelerazioni nei lavori e di spostare i fondi per il progetto. La soprintendente Marino ha espresso la sua disponibilità per il raggiungimento dei fini istituzionali e ha affermato di non sapere quale sarà il suo ruolo nel nuovo ruolo.
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