Mossa a sorpresa del governo: «I lavori saranno conclusi tra due anni» I poteri speciali affidati alla responsabile dell'Auditorium del Maggio Un annuncio a sorpesa. O quasi. Perché qualcuno a Firenze se lo aspettava. Sono le 15 e 04 quando, da Roma, il ministro per i beni culturali Sandro Bondi rivela alle agenzie la svolta sui «Nuovi Uffizi », comunicando il commissariamento dei lavori, finora diretti dalla soprintendenza. Obiettivo, rispettare la data del dicembre 2011 per la consegna del primo lotto e soprattutto superare le «resistenze » fiorentine al completamento dell'opera. La decisione romana, apprezzata da Palazzo Vecchio, riaccende i riflettori su un cantiere che comprende la contestatissima Loggia di Isozaki e che viaggia in ritardo, dopo un anno di lavori a scartamento ridotto per il lungo braccio di ferro tra la soprintendenza fiorentina e le imprese sull'aumento dei costi e le varianti di progettazione. «Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi firmerà oggi (ieri, ndr ) un'ordinanza di protezione civile che prevede, tra l'altro, l'estensione dei poteri dell'attuale commissario per le opere del nuovo Auditorium del Maggio Fiorentino, Elisabetta Fabbri, al coordinamento e la puntuale definizioni dei Nuovi Uffizi», spiega il ministro dei Beni Culturali dalla capitale. Aggiungendo: «L'architetto Fabbri avrà il compito di terminare entro il 2011 i lavori del primo lotto (per circa 40 milioni già nelle casse del Ministero) del più importante museo del mondo dopo anni di rallentamenti». Questa prima fase comprende il «restyling generale, il completamento dei depositi, con alla fine 20 sale espositive in più e lo spostamento degli uffici ». «Il commissario conclude Bondi dovrà poi avviare le procedure per il reperimento dei fondi per avviare il secondo lotto (costo 20 milioni di euro) che prevede la sistemazione degli accessi, il nuovo ristorante ed il bookshop e la triplicazione delle sale espositive». La novità fin dall'avvio dei lavori, nel giugno 2006, la soprintendenza fiorentina ne aveva avuto la supervisione, con Paolo Grifoni, trasferita a Bologna a settembre arrivata da Roma ha fatto subito il giro dei palazzi della cultura e del potere. In ballo lavori delicatissimi, sia per l'impatto sull'esterno, a pochi passi da piazza della Signoria e dal Loggiato e dal Corridoio del Vasari, che per l'allestimento museale. Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi, non si sbilancia. «Qualsiasi notizia che va nella direzione di accelerare i lavori, e riporta la speranza di concludere l'intervento nei tempi previsti, è una bella notizia», è il commento a caldo. «Io sono solo un 'inquilino' degli Uffizi aggiunge Natali che, come quando in ogni casa cominciano i lavori, aspetta soltanto che vengano finiti presto». Il ruolo della direzione museale sarà quello di dare senso alla disposizione museografica, secondo un programma ben definito per ogni nuova stanza che si aggiungerà: «Siamo più semplicisticamente coloro che attaccheranno i quadri spiega il direttore della Galleria lasciataci dai Medici alla città e all'Italia credo sia importante che si sappia che l'intervento non riguarda soltanto il recupero di tante opere dei depositi, che non sono attualmente depositati in cantine, ma spazi che sembrano quasi delle gallerie in cui le opere sono visibili. Noi vorremmo che il percorso museale, in cui i quadri devono essere pensati come dei testi poetici, possano essere letti proprio con i tempi che necessitano le poesie». Risultato? «Il raddoppio degli spazi non coinciderà con quello dei quadri: non si può pensare che i quadri abbiano fra loro una distanza di 25 centimetri, come quelli nella sala di Tiziano». L'intervento prevede il restauro di tutti gli ambienti al primo piano, nel corridoio alle spalle della Loggia dei Lanzi, in cui saranno allestite nuove sale espositive dove sarà sistemata la pittura del '500, '600 e '700. Tra i punti più criticati, la realizzazione degli ascensori, ma anche il colore pensato per le nuove sale, mentre lo stop del cantiere (terminato solo a settembre) era dovuto al contenzioso sui costi dei lavori supplementari. Il consorzio di imprese, però, è sicuro di poter rispettare il termine contrattuale del dicembre 2011, recuperando il tempo perso, ad anzi sta organizzando il cantiere in modo da iniziare a consegnare i primi «pezzi» del nuovo museo la prossima primavera. Bondi ieri non ha parlato della Loggia di Isozaki. La sua progettazione esecutiva e realizzazione fa parte del secondo lotto, ma in tanti scommettono che alla fine non si farà. Di certo c'è che l'architetto giapponese ha un contratto firmato e che non intende rinunciare alla sua opera, anche se parzialmente modificata rispetto a quella che vinse il concorso internazionale voluto dal ministro della cultura Giovanna Melandri e dal sindaco Mario Primicerio. Intanto, il progetto presentato come Grandi Uffizi nel 2000 (cinque anni dopo la costituzione di una commissione di esperti per elaborarlo) dal governo di centrosinistra, con fine lavori nel 2004, e diventato Nuovi Uffizi nel 2003 con il governo di centrodestra, è ancora lontano dalla sua realizzazione.
FIRENZE - Il commissario di Bondi per finire i nuovi Uffizi
Il governo ha annunciato di commissariare i lavori dei Nuovi Uffizi a Firenze, con l'obiettivo di rispettare la data di consegna del primo lotto entro dicembre 2011. Il commissario Elisabetta Fabbri avrà il compito di terminare i lavori entro il 2011, che includono il restyling generale, il completamento dei depositi e lo spostamento degli uffici. Il progetto prevede anche la sistemazione degli accessi, il nuovo ristorante e il bookshop, e la triplicazione delle sale espositive. Il cantiere è stato rallentato a causa di resistenze fiorentine e di costi supplementari, ma il consorzio di imprese è sicuro di poter rispettare il termine contrattuale.
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