«Non me l'aspettavo, ora mi metto a studiare» La donna del Maggio è diventata la signora della cultura in città. Così volle Bondi e così lei accoglie l'ufficializzazione della notizia (che in realtà era nell'aria da un po' di tempo): una manciata di minuti dopo che si viene a conoscenza della sua nuova e ulteriore nomina. Elisabetta Fabbri da ieri è commissario straordinario per i lavori che porteranno alla realizzazione dei «Nuovi Uffizi». L'architetto che ha il quartiere generale a Venezia ma che ha lavorato per il restauro e la ristrutturazione della Scala a Milano e la ricostruzione del Petruzzelli di Bari e della Fenice a Venezia, qui in città viene ogni settimana perché è anche commissario per la realizzazione del nuovo Auditorium del Maggio. Architetto, Berlusconi firmerà oggi stesso (ieri ndr .), l'ordinanza che la nominerà commissario straordinario per i Nuovi Uffizi. Immagino non sia sopresa? «In realtà, io quell'ordinanza non l'ho ancora vista. E se le devo dire la verità non mi aspettavo che proprio oggi... » Vuol dire che non sapeva che volevano darle questo incarico? «No, certo che no. Lo sapevo. Era un cosa nell'aria da un po'. Tempo fa il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi mi aveva chiesto una disponibilità di massima per dare una mano alla realizzazione dei «Nuovi Uffizi», ma era una cosa ancora non definita. Senza una data precisa ». Tempo fa? Quando ce lo può dire? «Ora non ricordo con precisione quando è avvenuto questo incontro. Direi circa un mese fa, poco più, poco meno». Ma lei lo conosce il progetto d'ampliamento del museo? Ha avuto modo di studiarlo e di valutare il perché di tanta difficoltà e ritardi nella sua esecuzione? «No, in verità non lo conosco. Oddio so quello che sanno tutti: che se ne parla da oltre vent'anni, che i suoi lavori avrebbero dovuto essere già conclusi da tempo e che invece sono partiti in ritardo e sono rimasti impantanati per un tempo infinito. Però non ho mai avuto occasione di studiarlo e analizzarlo da un punto di vista tecnico e architettonico ». Le toccherà studiarlo, allora, visto che il tempo è tiranno e che la scadenza posta dal ministero per la consegna definitiva, almeno del primo lotto di lavori, è tassativa... «Lo so. L'obiettivo del mio mandato è consegnare la prima tranche dei lavori entro il 2011. E per quella data almeno la parte relativa all'ampliamento degli spazi espositivi e degli uffici dovrà essere terminata ». Quindi come pensa di muoversi... «Verrò a Firenze per incontrare i responsabili del progetto, la Soprintendenza con cui sto già lavorando bene per l'Audiotorium, la direzione dei lavori, l'impresa». Lo sa che le toccherà anche reperire i fondi per il secondo lotto dei lavori? «Per ora la priorità è arrivare puntuali all'appuntamento del 2011». Mi scusi architetto, un'ultima domanda, ma lei li conosce gli Uffizi? «No, cioé sì. Ma come li conoscono tutti i turisti. Li ho visitati frettolosamente. Non ho mai visto i suoi depositi e i suoi itinerari segreti»