Piano di recupero dopo lo sgombero di clochard e abusivi Comune e Camera di commercio: sì a moda, design, cultura e hotel Non solo un nuovo pavimento. Comune, Unione del Commercio e Camera di Commercio stanno lavorando ad un'ipotesi di studio per l'intera Galleria partendo da una diversa organizzazione degli spazi. L'obiettivo è di rendere utilizzabili sia i sotterranei che l'ultimo piano, con uno sviluppo in «verticale» che potrebbe essere accompagnato dall'installazione di ascensori, all'altezza dell'ingresso dai quattro bracci dello spazio. Il concept plan , l'idea di massima insomma, è già definito ed è stato valutato anche in un recente incontro a Palazzo Marino. «Il percorso che stiamo condividendo anche con l'associazione Il Salotto è molto complesso premette il segretario generale dell'Unione del Commercio, Gian-Roberto Costa e dovrà ora passare da una valutazione della fattibilità sia tecnica che commerciale e operativa, che affideremo a Osmi-Borsa Immobiliare (gli stessi che avevano fatto uno studio analogo sul progetto della Fiera, ndr) » . Ma qualcosa si è già mosso, soprattutto in merito alla necessità di «fare ordine». Il Comune se ne era fatto carico all'indomani delle denunce sulla presenza di abusivi e clochard che avevamo trasformato spazi abbandonati della Galleria nel loro bivacco, soprattutto notturno. Sotto la regia del vicedirettore generale, Christian Malangone, si è prima provveduto allo sgombero di tutti questi locali, che sono stati messi in sicurezza. Oggi, poi, come conferma il dg Giuseppe Sala, «puntiamo a liberare progressivamente i locali assegnati alle associazioni, ma anche gli uffici comunali, per studiare destinazioni più consone a questo luogo di pregio». Finora, poco meno di metà dei locali della Galleria è occupato da negozi e simili. Nei 48 mila metri quadrati del Salotto, c'è ancora un 9 per cento di locali vuoti, pari a 4.200 metri quadrati (concentrati soprattutto nell'ala di via Foscolo), l'otto per cento di abitazioni, per altri 4 mila metri quadrati. Ma ci sono soprattutto un 24 per cento di uffici comunali e un 11 per cento di associazioni o fondazioni che insieme contano 17 mila metri quadrati e che potrebbero essere man mano smantellati e destinati ad un altro uso. Il progetto prevede una divisione ideale in quattro temi, per trasformare la Galleria in un luogo-vetrina della città, ma anche fruibile in tutte le ore del giorno sia dai milanesi che dai turisti. Moda, alimentazione, accoglienza e design sono i «titoli» intorno ai quali si potrebbero sviluppare le nuove strutture in ciascuno dei quattro corpi in cui è divisa la piazza. Lo sviluppo in verticale comincerebbe dall'apertura del piano interrato, che oggi è per lo più occupato da cantine e ripostigli. Ristrutturati i tre piani rialzati, il progetto prevede anche la possibilità di una illuminazione notturna dei vetri di copertura. «L'importante concordano Comune e Unione è che oltre al modello commerciale si individui anche un modello culturale e sociale che completi la valorizzazione».