Una sola, lunga Notte Bianca all'anno? O tante piccole notti, vissute a metà, e distribuite durante l'arco dei dodici mesi? Il successo della rassegna «Musei in musica », che sabato ha riempito i luoghi dell'arte fino a mezzanotte (si è arrivati al punto di dover scaglionare gli ingressi, come a Palazzo delle Esposizioni che ospitava il duo Rava-Petrella), dimostra che in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo, l'arte e la musica formano un'accoppiata vincente, al di là delle forme in cui viene offerta ai romani. La strada percorsa dal Campidoglio è più discreta, meno coreografica (e meno caotica) dell'iniziale Notte Bianca dal sapore francese. La capitale sabato sera ha vissuto, senza ingorghi supplementari nè picchi incredibili di decibel, una manifestazione che ha aperto gratuitamente i luoghi custodi della grande cultura, regalando ai visitatori suggestioni nuove che hanno trovato forza nel legame stretto tra le opere d'arte, antiche e moderne, con la musica di ieri e di oggi. Contaminazioni che il pubblico mostra di gradire. Un pubblico anch'esso nuovo, eterogeneo, fatto per la gran parte di giovani ma con presenze significative di intere famiglie. È un modo collettivo per far festa, lasciandosi alle spalle, per qualche ora, i problemi di tutti i giorni. La gratuità delle visite museali e dei concerti, alcuni di altissimo livello e la diversificazione del-l'offerta (dalla musica jazz al pop, dalla classica a quella leggera) tuttavia non bastano da sole a giustificare il successo di questa prima edizione dei «Musei in musica ». Una parte, per quanto ridotta, spetta ai turisti che hanno apprezzato, partecipando numerosi alle iniziative di quest'ultimo sabato di novembre, dando così ragione all'assessore Croppi per il quale «Musei in musica» è un modo per far sapere al resto del mondo che «si può venire in qualsiasi periodo dell'anno con la certezza di trovare una proposta culturale ». La rinuncia alle manifestazioni oceaniche non può che far bene alla città, alla sua vivibilità, alla sua immagine all'estero. La parcellizzazione della cultura nel tempo può creare infatti una continuità dell'offerta, senza mai interrompere il flusso delle iniziative.
MUSEI E MUSICA. La cultura che non crea ingorghi
La Notte Bianca dei Musei in musica, che si è svolta sabato, ha dimostrato il successo della rassegna che riempie i luoghi dell'arte fino a mezzanotte. Il successo è dovuto alla combinazione di arte e musica, che forma un'accoppiata vincente. La manifestazione ha aperto gratuitamente i luoghi museali e ha offerto una diversificata offerta musicale. Il pubblico è stato eterogeneo, composto da giovani e famiglie, e ha apprezzato la gratuità delle visite e la varietà dell'offerta. La rinuncia alle manifestazioni oceaniche non può che far bene alla città, aumentando la sua vivibilità e immagine all'estero.
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