Da oggi Il Museo dei Beni Cappuccini celebra 800 anni dell'ordine con esposizione e incontri Anno Domini 1209. Francesco d'Assisi va a Roma, da papa Innocenzo III, per presentare il suo proposito di una vita vissuta secondo il Vangelo. Nasce così, 800 anni fa, il rivoluzionario ordine francescano, che vede i religiosi abbandonare l'isolamento dei monasteri per operare all'interno della società reale. Per celebrare l'anniversario il Museo dei Beni Culturali Cappuccini, in collaborazione con gli ordini della Famiglia Francescana, propone la mostra «800 anni in piena Regola. L'arte di seguire Francesco da Cimabue ai giorni nostri», aperta da oggi al 21 marzo. A cura di Rosa Giorgi, il percorso si svolge intorno a tre aspetti fondanti del francescanesimo - spiritualità, carità e predicazione - spiegati attraverso documenti, stampe, manoscritti, dipinti. Due gli ospiti d'eccezione, entrambi per la prima volta a Milano: il duecentesco «San Francesco» attribuito concordemente a Cimabue, dal Museo della Porziuncola di Assisi, e le «Storie di San Giovanni da Capestrano» dell'omonimo maestro, 1485 circa, dal Museo Nazionale d'Abruzzo a L'Aquila (cui saranno destinate le offerte raccolte dal museo in gennaio). Il primo sovrappone sacralità e arte: si tratta di una reliquia, forse coperchio della cassa funebre di Francesco, e al tempo stesso di uno straordinario ritratto, tra le immagini più antiche del santo, raffigurato con umanità e naturalezza. Il secondo, di gran raffinatezza esecutiva, documenta come la cultura napoletano-fiamminga dell'ambito di Colantonio si rinnovi grazie all'innesto della maniera pierfrancescana. Intorno messali miniati, abiti francescani, tele e opere devozionali. A raccontare una storia antica che vive ancora oggi e ha molto da comunicare.