ROMAIndustria e arte, un rapporto che in Italia vanta esempi notevolissimi anche nel settore privato. Acominciare dalla collezione messa insieme da Giovanni Agnelli e dalla moglie Marella, donata alla città di Torino nel settembre del 2002. La raccolta è esposta nello "Scrigno" progettato da Renzo Piano sul tetto del Lingotto, lo stabilimento storico della Fiat: una pinacoteca da favola con opere di Canaletto, Tiepolo, Manet, Renoir, Matisse, Picasso, Modigliani. «A guidarci negli acquisti - affermò Marella poco prima della scomparsa dell 'Avvocato - è stato il puro piacere. Mio marito non è un collezionista, lo definirei piuttosto un'esteta». Nomi di prestigio (soprattutto autori italiani della seconda metà dell'Ottocento) anche nella Collezione Gaetano Marzotto, avviata dal patron che guidò l'azienda tessile di Valdagno nella prima parte del Novecento e arricchita in seguito dai suoi eredi; o nella Collezione Barilla di Arte Moderna (tra gli altri, dipinti di De Chirico, Magritte, Morandi, Picasso, Sironi), fiore all'occhiello dell'azienda alimentare parmense. Di altissimo livello, infine, le raccolte proprietà delle maggiori banche italiane, con punte di eccellenza al Monte dei Paschi di Siena, che possiede una ricchissima collezione di sculture e dipinti dell'arte senese gelosamente custoditi nella sede monumentale di Rocca Salimbeni, o a BancaIntesa che può vantare, tra l'altro, l'ultimo dipinto realizzato dal Caravaggio: «II martirio di sant'Orsola».