La Marina Usa monterà antenne e torri radio in una zona già inquinata dalle onde elettromagnetiche Tre grandi antenne circolari con un diametro di 18,4 metri e due torri radio alte 149 metri per le telecomunicazioni satellitari a microonde sorgeranno in una delle aree della Sicilia con maggiore inquinamento ambientale. A Niscemi, provincia di Caltanissetta, le forze armate statunitensi hanno avviato la costruzione di una delle quattro stazioni terrestri del sistema Muos (Mobile User Objective System), che dal 2012 garantiranno i collegamenti dell'ultima generazione della rete satellitare con i centri di comando e controllo e i gruppi operativi in combattimento. A Niscemi sono pure previste la posa di sofisticati cavi a fibre ottiche e la realizzazione di impianti, strade e sentieri di accesso alle antenne e al deposito carburanti. In spregio alle normative ambientali, molte delle infrastrutture sorgeranno all'interno della vicina riserva "Sughereta", Sito d'Importanza comunitaria e tra gli ultimi paradisi naturali dell'isola. Sino a tre anni fa la base prescelta per il terminal del nuovo sistema satellitare era quella di Sigonella, la principale stazione aeronavale della Marina Usa nel Mediterraneo. Poi, nel 2006, il Comando dell'US Navy di Napoli-Capodichino inoltrò al governo italiano una richiesta per l'"installazione di un sistema di comunicazioni per utenti mobili" presso il sito radio di contrada Ulmo di Niscemi, utilizzato dal 1991 per le trasmissioni ai sottomarini nucleari. Con sorprendente celerità, lo stesso giorno il ministero della Difesa esprimeva parere favorevole, sorvolando sul fatto che il Muos era stato dirottato a Niscemi a causa delle risultanze di uno studio sull'impatto delle onde generate dalle sue grandi antenne. Elaborato da una società con sede in Pennsylvania, lo studio proponeva un modello di verifica dei rischi di irradiazione elettromagnetica sui sistemi d'armi e gli esplosivi ospitati a Sigonella. La simulazione informatica aveva però verificato l'incompatibilità del Muos all'interno della base perché "le fortissime emissioni elettromagnetiche possono avviare la detonazione degli ordigni presenti". Nessun commento invece sulle possibili conseguenze per la salute della popolazione. Anche senza il Muos, secondo l'Agenzia regionale per la Protezione dell'ambiente, nella base di contrada Ulmo già si registrano valori d'inquinamento elettromagnetico notevolmente superiori a quanto accade con i più potenti ripetitori televisivi. Migliaia di cittadini, due consigli provinciali (Catania e Caltanissetta) e decine di amministrazioni comunali hanno già detto "No" a quello che è stato definito un "EcoMuostro". In una lettera inviata al ministro La Russa, il sindaco di Niscemi, Giovanni Di Martino, denuncia che "le quattro stazioni Muos del pianeta sono rigorosamente installate in zone desertiche mentre da noi saranno realizzate a due chilometri dal centro abitato e con il pericolo incombente per gli abitanti di contrarre tumori e mutazioni genetiche". "Il Muos è uno dei sistemi chiave per rilanciare i dissennati piani di guerre stellari dell'Amministrazione Usa, mai discussi dal nostro Parlamento", dichiara Alfonso Di Stefano, attivista delle campagne contro la militarizzazione della Sicilia. "Con la gravissima crisi economica che colpisce l'Italia e ancora di più il Mezzogiorno, sperperare più di 6 miliardi di dollari tanto costerà alla fine il Muos in strumenti di morte è un vero crimine".