Un paradosso provocatorio, quello dell'Ospedale Mobile, per far capire che eravamo di fronte ad una scelta urbanistica da prendere molto sul serio, senza leggerezze e forzature. Ed allora, proviamo a riflettere un po', mettendo insieme le parole di Rossi e quelle di Bernabò. Poco prima della conclusione del precedente mandato, è stato fatto approvare un documento sui lineamenti per un nuovo Piano Regolatore, in cui non si fa il minimo cenno sulla localizzazione di un nuovo ospedale. Poi si fa una campagna elettorale in cui si dice che si vuole fare un nuovo ospedale, ma anche un nuovo stadio senza dire dove. Ad inizio di mandato non si dice ancora dove si farà il nuovo stadio (ma si riconferma che si farà da qualche parte, a dimostrazione che aree per fare opere pubbliche, oltre a Montenero, ce ne sono). Poi si annuncia la scelta della localizzazione dell'Ospedale, con tutte le problematiche irrisolte, viabilità, impatto ambientale e non solo quelle. Talmente irrisolte che perfino il prefetto, a proposito di viabilità su Antignano e Montenero, si raccomanda che questa sia definita e risolta prima e non dopo. Insomma non convince lo schema per cui prima si decide dove e poi si risolvono i problemi. Come non bastasse, c'è chi ci racconta di studi esistenti per realizzare la nuova e moderna struttura sull'area attuale. Studi elaborati dalla precedente direzione aziendale e rimasti in un cassetto. E così via. Allora, alla fine e giustamente, la questione vera diventa quella di evitare discussioni interminabili per non perdere cospicui finanziamenti regionali, peraltro non sufficienti. Ma se è così, la città deve pretendere che si trovi una quadra, che si eviti di porre la questione come se si discutesse tra guelfi e ghibellini, con i minuti contati. A partire dalla localizzazione, dall'impatto ambientale, ma non solo quello. Possibile che una classe dirigente locale e regionale, del tutto omogenea sul piano politico e nella quale ci sono anche personalità dotate di saggezza ed equilibrio - come Enrico Rossi - non si renda conto che per una scelta del genere procedere a spallate non è la strada giusta? Un consiglio comunale messo di fronte ad un prendere o lasciare non è nella tradizione livornese, a proposito di peso della città oltre i suoi confini.
LIVORNO - URBANISTICA. L'ospedale mobile
Un paradosso provocatorio è stato presentato con l'Ospedale Mobile, per far capire la gravità della scelta urbanistica. Il nuovo Piano Regolatore non menziona la localizzazione di un nuovo ospedale, mentre la campagna elettorale annuncia la scelta di un nuovo stadio senza dire dove. La scelta dell'Ospedale è stata annunciata, ma le problematiche irrisolte riguardanti la viabilità, l'impatto ambientale e altre sono state trascurate. I studi esistenti per la realizzazione della nuova struttura sull'area attuale sono stati rimasti in un cassetto. La questione vera diventa quella di evitare discussioni interminabili per non perdere finanziamenti regionali.
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