Le proteste di fronte all'abbandono del tempio romanico SCARLINO. I ruderi della chiesa di San Michele a Canonica di Scarlino è, ormai, abbandonata a se stessa. Lo dicono chiaramente gli abitanti dell'ononima località, e le foto dimostrano, senza ombra di dubbio, le loro ragioni. Gli arbusti, l'erba alta e i rovi che circondano questo luogo sacro danno ragione alle loro affermazioni. «Sono anni ormai che non viene messa a posto - spiega Antonio Pavani, residente a Canonica -, l'ultima potatura dell'erba risale a sei o sette anni fa. Quando fecero spostare il cassonetto dell'immondizia, collocato proprio davanti ai ruderi, pensammo che il Comune finalmente facesse qualcosa di concreto. E, invece, non venne fatto niente. È un vero scempio ridurre così un reperto storico-archeologico così significativo». Costruita nel tredicesimo secolo, in stile romanico, con una muratura composta da blocchi bianchi e verdi disposti su file orizzontali, questa chiesa, si stima, venne abbandonata intorno al quattrocento in seguito agli assalti dei saraceni. Ruderi che, dopo recenti scavi, hanno regalato un ulteriore reperto storico al paese di Scarlino: un vaso contenente monete d'oro datate quindicesimo secolo. Monete ora custodite nel museo di Scarlino. Da sempre parte del patrimonio culturale non solo scarlinese, ma di tutta la Maremma, i ruderi della Canonica di San Michele, ormai, però, appartengono alla vegetazione, per il disappunto dei cittadini. Anche perchè, va detto, a un certo punto sembrava che effettivamente il comune volesse agire seriamente su quest'area. «Già con l'amministrazione di Aldovinca Meozzi si era parlato di un progetto per creare davanti ai ruderi un'area da pic-nic, ma poi non se ne è fatto niente». Dicono. Ed è un peccato perché il piazzale dove sorge la Canonica, infatti, ai piedi del colle dove nasce Scarlino, risulta un posto perfetto per fare delle fotografie al borgo medievale. Molti turisti stranieri, raccontano gli abitanti, si fermano proprio nel piazzale per immortalare quel pezzo di Maremma. «E noi - continuano i residenti della frazione - la presentiamo così ai turisti? Quando iniziò a girare la voce dell'area pic-nic, con dei tavoli e delle panche, eravamo entusiasti, perché, non solo veniva valorizzato il tempio, ma anche perché veniva creato uno spazio accogliente, in grado di valorizzare ulteriormente il territorio. Ma ormai sono passati anni e anni e questa idea si è persa nel nulla. Noi abbiamo provato più volte a riaprire la questione, senza risultati. Sembra proprio che alle aministrazioni scarlinesi interessi poco del patrimonio culturale del territorio che amministra».