Può bastare una ventina di giorni a percorrerla se si è allenati e disposti a dormire non sempre al coperto, in un mesetto anche un escursionista mediamente preparato può farcela. Attraversare la Liguria sempre affacciati su un eccezionale balcone naturale è unesperienza che consigliamo senza riserve, perché i 440 chilometri dellAlta Via dei Monti liguri, a una quota che raramente scende troppo sotto i 1000 metri, garantiscono una full immersion nella natura incredibilmente affascinante. E talvolta a due passi da casa, visto che i suoi sentieri, specie nel Genovesato, passano quasi alle spalle della città. Carrarecce, mulattiere, pochissimi tratti asfaltati sono veramente alla portata di tutti, anche solo per parziali avventure tra boschi, praterie e laghi, incontrando aquile e bianconi, volpi e daini, percorrendo itinerari in cui ancora a metà del secolo scorso si incrociavano i commerci tra mare e entroterra e si scambiavano le risorse produttive delle vallate. Ma se proprio si vuol essere dei san Tommaso e non si crede alle parole, dopo le preziose guide che chi pratica escursionismo ben conosce, ecco che si può constatare con gli occhi la bellezza dellAlta Via. Merito di sei fotografi (Paolo Bolla, Roberto Malacrida, Gianni Carrara, Alessandro Fronza, Guido Paliaga e Renato Cottalasso) che hanno realizzato il volume «Un anno sullAlta Via», edito da Il Piviere (casa specializzata nella ricerca naturalistica) che martedì 1 dicembre, alle ore 18, con ingresso libero, sarà presentato presso la sede della Camera di Commercio in via Garibaldi 4. Il libro rappresenta il percorso per immagini, secondo linterpretazione degli autori, dellalternanza delle stagioni. Le foto, il cui punto di ripresa è localizzato mediante coordinate GPS e cartografie schematiche, testimoniano un paesaggio unico: montagne a volte brulle, a volte ricoperte da rigogliose foreste rappresentano la struttura portante di un ecosistema ricco di biodiversità e dal clima variegato in cui animali e piante trovano, in uno spazio limitato, condizioni diverse per la vicinanza del mare e la rapidità con cui i rilievi salgono verso il cielo. Si passa dai paesaggi alpini a quelli tipicamente mediterranei e le foto sono preziose apportatrici di sensazioni, colori, suoni e profumi. In attesa di viverli nella realtà, passo dopo passo.