Lavori di ampliamento: riappare il tracciato originario della via per Gabii Ghera: "Sinergia fra archeologia e opere pubbliche per rilanciare le periferie" Sulla striscia dasfalto corrono le auto lanciate verso la città. Accanto compare in tutta la sua intatta bellezza la pavimentazione della strada romana, basoli di lava come quelli usati per lAppia Antica, per un tracciato ininterrotto di oltre 50 metri. È stata la sorpresa dei lavori di ampliamento della Collatina, tra via dellAcqua Vergine e largo Cicali. Perché nel corso dellintervento, tra via Collatina e via Ponte di Nona, sono affiorati i poligoni di basalto del percorso che univa la città latina di Collatia a quella di Gabii. «La realizzazione della strada - spiega Stefano Musco, responsabile degli scavi per la Soprintendenza archeologica di Stato - è da collocarsi tra la fine delletà regia e gli inizi delletà repubblicana. Ma quella che noi abbiamo riportato alla luce risale alla sistemazione di età imperiale. Un ritrovamento significativo e qualificante del quadrante orientale del suburbio romano». Insieme alla strada, sono riemerse anche sepolture primitive lungo la Collatina e unantica stazione di posta. I lavori di scavo e di catalogazione dei reperti sono stati finanziati dal Campidoglio. «Abbiamo messo a disposizione 170 mila euro per lassistenza scientifica - spiega lassessore ai Lavori pubblici e Periferie Fabrizio Ghera - con i quali sono stati effettuati i rilievi, la catalogazione di tutte le preesistenze individuate, dai reperti alle strutture archeologiche, e gli stessi scavi». «Il percorso riportato alla luce - racconta ancora larcheologo Musco - si connette alla Collatina, importantissima strada che da Porta Tiburtina, nei pressi dellattuale via Marsala, collegava Roma con Collatia, localizzata allaltezza della Rustica. Da Collatia a Gabii cera invece questo tracciato, in origine chiamato via Gabina». In età imperiale questi due centri erano ormai stati inglobati a Roma, ma in età regia e repubblicana Collatia e Gabi conobbero popolarità e splendore. A parlare di Collatia è Tito Livio. Lo storico romano scrive che qui venne oltraggiata dal figlio del re Tarquinio il Superbo, Sestio, la nobildonna Lucrezia, moglie di Collatino, signore della città, che per lonta si uccise. Da qui sarebbe iniziata la rivolta contro la monarchia, che portò alla nascita della res publica. «Penso a unipotesi bella e suggestiva - riprende Musco - la segnalazione dellantico tracciato della Collatina e della Gabina, da Casal Bertone fino alle rovine di Gabii. Si può scavare o no, ma il tracciato è noto punto per punto. Sarebbe unoccasione per rileggere la storia di questo territorio devastato da interventi urbanistici dissennati». «La scoperta ci rende consapevoli che lintegrazione tra antico e moderno è possibile, così come coniugare le esigenze di tutela di un bene con la valorizzazione di aree degradate - dichiara lassessore Ghera - Larcheologia è una risorsa, un valore aggiunto per lopera pubblica. È importante puntare su questa felice sinergia per rilanciare le periferie - conferma lassessore - Non solo con la realizzazione di infrastrutture, ma anche attraverso la valorizzazione di elementi che ricostruiscano lidentità del territorio».