«Da quando sono assessore ai Beni Culturali non ci sono state mostre dispendiose e inutili, ma, oltre questo, vorrei che mi lasciaste esprimere un concetto fondamentale: i dirigenti devono limitarsi al loro lavoro, in piena autonomia, e non devono mai assumere un ruolo politico». Oberdan Forlenza, appena rientrato dalla estenuante seduta del Consiglio regionale sul Piano casa, liquida le affermazione fatte al nostro giornale dal Soprintendente ai beni librari della Campania, dottoressa Loredana Conti, «che non conosco e per questo ho informato della cosa il presidente Bassolino perchè non si può parlare della Regione senza averne la titolarità». Superato questo scoglio, invece, l'assessore, che è stato capo di gabinetto di Walter Veltroni, dimostra piena disponibilità a parlare dei Beni Culturali e del lavoro che ha messo in pista smuovendo molte situazioni dormienti. A partire dal Castello- Museo di Baia per il quale Forlenza rilascia una affermazione categorica: «Rispetto le competenze altrui (leggi Soprintendenza)ma dichiaro che a partire dal 1 gennaio la Regione può assumere la gestione di Baia». Il discorso più importante, in prospettiva immediata, è il discorso sul Natale e, naturalmente, sulla mostra del barocco che è il pèiatto forte dell'offerta culturale sotto9 l'albero. «Parliamoci chiaro, dice l'assessore, Napoli sarà la capitale della cultura europea, con cinque mostre cittadine, una serie di eventi collaterali compreso la rassegna dei contempioranei del barocco. Questa mostra, possiamo già dirlo ora, è destinata a lasciare il segno come il ciclo sul '600 e i secoli successivi. Di quegli eventi ancora si parla e hanno molto giovato a Napoli e alla sua causa; confidiamo che possa accadere anche con questo evento » . Il concetto al quale si ispira Forlenza è lineare: «Non resterò a questo posto per molto tempo, ma voglio dare una mano a risolvere alcune questioni importanti». A partire dall'uso di piazza Plebiscito, partendo da un punto fermo: è bellissima, ma deve vivere di più. E questo significa porsi come obiettivo la possibilità un intervento stabile «naturalmente di segno forte, ma e rispettoso». Della piazza e dei porticati ha già parlato con il Comune «trovando una buona disponibilità, ma ho in animo di affrontare anche altre questioni». Quali? «Ce ne sono tante, provo ad elencarne qualcuna partendo dalla necessità, a mio avviso inderogabile, di illuminare Castel dell'Ovo che è come sparito dal panorama. Mi viene da pensare a Lisbona e alla bellissima illuminazione della Torre di Belem, con il Castello dovremmo comportarci alla stessa maniera, è assurdo, per dirne una, che non si veda da via Orazio. E' un intervento, tra l'altro, che si può fare anche perchè nel cassetto ho trovato due milioni destinati a questo scopo e non utilizzati ». (L'assessore precedente era Claudio Velardi, forse avrà qualcosa da dire). La discussione spazia sull'intero territorio culturale e Forlenza dimostra di aver fatto una ricognizione a tutto campo («Era giusto che la facessi e poi perchè rinunciare al piacere di farla e di rivedere luoghi che mi sono molto cari»?) Il primo è Castelcapuano e qui la sua formazione di giurista lo porta ad una mesta considerazione: «Così com'è è come se non ci appartenesse più e questo mette tristezza. Si parlò tempo fa di una destinazione propria rispetto alla sua storia, sono pienamente d'accordo ma i discorsi vanno portati a termine, non lasciati alle buone intenzioni». L'ultimo giro d'orizzonte lo dedichiamo al Museo della Musica e alla esigenza di recuperare la competenza e l'entusiasmo del maestro De Simone. Ultimo accenno a volo d'uccello sugli Istituti più prestigiosi della città, da quello fondato da Benedetto Croce all'Accademia di Belle Arti dove, conclude l'assessore , sarebbe giusto organizzare una mostra dedicata a Filippo Palizzi che è finito nel dimenticatoio». Quanta carne, ma il fuoco è acceso? Carlo Franco
NAPOLI Beni culturali Forlenza replica alla soprintendente Conti: Illuminiamo di nuovo piazza Plebiscito e Castel dell'Ovo
L'assessore ai Beni Culturali, Oberdan Forlenza, ha espresso la sua disponibilità a parlare dei Beni Culturali e del suo lavoro. Ha affermato che la Regione può assumere la gestione del Castello-Museo di Baia a partire dal 1 gennaio. Ha anche parlato della mostra del barocco, che sarà la capitale della cultura europea, con cinque mostre cittadine e eventi collaterali. Forlenza ha anche espresso la sua intenzione di dare una mano a risolvere alcune questioni importanti, come l'illuminazione di Castel dell'Ovo e l'organizzazione di una mostra dedicata a Filippo Palizzi.
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Bene culturale
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