Regione, spot d'autore sull'arte. Ma il monumento è inaccessibile «Campania, così bella che è vera». È lo slogan del nuovo spot voluto dalla Regione Campania per promuovere le sue bellezze, da qualche giorno visibile in tv e sui principali quotidiani italiani, nonché sui siti web. Uno slogan con un'immagine di punta davvero suggestiva: una bella donna in abiti antichi al centro delle arcate maestose della Piscina Mirabilis di Bacoli. Immagine che diventa ancora più incantevole nel video realizzato da Eugenio Recunenco: due attrici dai capelli rossi camminano lungo i pilastri della cisterna di epoca romana, in penombra. Una pubblicità elegante, quella affidata dalla Regione alla «Think Cattleya », che ha voluto puntare sui luoghi meno comuni mostrando il volto più inusuale della nostra terra: qualche vicolo poco conosciuto, i sotterranei di Palazzo Donn'Anna e, appunto, la Piscina Mirabilis, sulla quale campeggia la frase «Campania. Così bella che è vera». Proprio questo è il paradosso: infatti l'antica «Piscina» dello spot è uno dei monumenti più dimenticati della stessa Campania e anche più inaccessibile. Visitabile sì, ma solo se la signora che abita dirimpetto è d'accordo: possiede lei, infatti, le chiavi per accedere al monumento, e se ha la luna storta o «'a pasta 'ngopp 'o fuoco » non la fa visitare. Di certo la Piscina potrebbe essere uno dei nostri grandi attrattori culturali. Ma se a qualcuno venisse la curiosità di visitare la tanto decantata cisterna romana, che situazione troverebbe? Sempre che si riesca a trovarla tra i vicoli di Bacoli, la signora Illiano (il cui nome figura anche sugli opuscoli turistici come riferimento per visitare la Piscina ), darebbe in mano le chiavi al turista (anche straniero) dicendo: «Jate, visitate, io vengo dopo». Cosa accaduta non troppo tempo fa al reporter di Rai 3 Domenico Iannacone, che denunciò lo «scandalo» nella sua inchiesta «Oro buttato» dedicata ai Campi Flegrei (dove si parlava, tra l'altro, delle sale chiuse del museo di Baia). Iannaccone dovette aprire da solo il cancello della cisterna in cui la flotta romana di Miseno si riforniva d'acqua; serbatoio di uno dei principali acquedotti romani che portava l'acqua dalle sorgenti del fiume Serino. Un edificio a pianta rettangolare scavato nel tufo, alto 15 metri, con una capacità di 12.600 metri, sormontato da un soffitto con volte a botte, sorretto da 48 pilastri a sezione cruciforme, disposti su quattro file da 12. Un monumento che toglierebbe il fiato a chiunque, da anni lasciato alle cure della signora Illiano. Per i bacolesi «è una scelta giusta e obbligata»: sarebbe troppo costoso pagare custodi permanenti, né esistono spazi per realizzare eventuali cabine di guardia (sorte simile che tocca anche a un altro monumento di Bacoli, quelle «Cento Camerelle» ormai chiuse e dimenticate da 5 anni). I più sensibili alle sorti della Piscina Mirabilis, nel tempo, sono stati gli artisti: il monumento fece da sfondo al film di Antonietta De Lillo «Il resto di niente» nel 2004, al videoclip «Odissea» del gruppo rap «La famiglia» e al suo interno Daniele Sepe v'incise parte del suo disco «Vite Perdite». Ma chi, nel 2006, si indignò rispetto alle condizioni del sito flegreo fu Carlo Verdone dalle pagine di Repubblica : «A pochi chilometri da Napoli c'è un luogo fantastico che si chiama Piscina Mirabilis disse l'attore romano ne parla Seneca nei suoi scritti, di cui sono appassionato lettore. L'ho visitata sì, ma è stata un'impresa. Devi prima telefona', poi t'arriva un ometto con una chiave e ti apre, ti sembra di fare una cosa proibita. I turisti neanche lo sanno che esiste, secondo me. Perché inserirla negli itinerari e nei pacchetti se a stento la si può vedere? Napoletani, ribellatevi!». Adesso finalmente la Piscina si può visitare almeno grazie allo spot: è nato il primo monumento virtuale.
NAPOLI Piscina Mirabilis simbolo della Campania, ma visitarla è un'impresa
La Regione Campania ha creato un nuovo spot per promuovere le sue bellezze, che include una bella donna in abiti antichi al centro delle arcate della Piscina Mirabilis di Bacoli. L'immagine è stata realizzata da Eugenio Recunenco e è visibile in TV e sui quotidiani italiani. La Piscina Mirabilis è uno dei monumenti più dimenticati della Campania e inaccessibile, poiché la signora Illiano, che abita dirimpetto, possiede le chiavi e può decidere se visitare il monumento. Un reporter di Rai 3, Domenico Iannacone, ha denunciato lo scandalo nella sua inchiesta Oro buttato.
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