L'intervista Il filmato nella Piscina Mirabilis chiusa al pubblico, parla la presidente di Napoli Novantanove Mirella Barracco: dimenticato il mio progetto per i Campi Flegrei «L'ho visto, l'ho visto». E qual è il suo giudizio? «Le immagini sono molto suggestive, su questo non c'è dubbio, l'unica cosa che non mi è risultata chiara è la sequenza che conclude lo spot, quel negozio di barbiere, l'uomo che si sta radendo e un profilo di donna con le labbra marcate da un rossetto molto brillante. Cosa voleva dire?». Signora Barracco, sta eludendo la domanda? Segue un accenno di risata e un chiarimento convincente: «No, semplicemente volevo far notare che mandare in onda le immagini di un sito mirabilis la Piscina, appunto che però è dato di visitare solo a certe condizioni, può essere giustificato solo se immediatamente dopo il messaggio televisivo si annuncia che è partito un progetto di messa a sistema dello straordinario patrimonio archeologico dei Campi Flegrei, comprendendo, naturalmente i siti negati o parzialmente negati. E si chiede scusa per non averlo fatto prima. Le suggestioni hanno forza se dietro hanno un progetto, se restano suggestioni fanno addirittura male. Qui non parliamo del Vesuvio o del Golfo di Napoli». Cosa vuole dire? «Promuovendo i Campi Flegrei non si offrono immagini cartolina ma una serie di itinerari nella storia dell'antichità e della cultura classica che tutto il mondo ci invidia. Pensiamo alla forza dirompente del messaggio partito dalla lettura del libro su Pompei scritto da Robert Harris. Quello sì che è stato uno spot formidabile, con i Campi Flegrei si può fare ancora meglio ». Mirella Barracco, presidente della Fondazione Napoli Novantanove, che venti anni fa mise in rete utilizzando un team di duecento operatori culturali di altissimio profilo la schedatura definitiva di tutti i siti flegrei, sottolinea i limiti dello spot «Campania, così bella che è vera» firmato da Eugenio Recumenco che da qualche giorno compare in televisione, sui giornali e sugli altri canali mediatici. E come al solito non ha peli sulla lingua: «Non è ammissibile che alla pubblicità non si accoppi la fruizione del bene culturale e farlo per i Campi Flegrei è doppiamente un errore perché si colpisce l'offerta turistica più ambita, insieme a Pompei e Ercolano, del Golfo di Napoli. Parliamo, non dimentichiamolo, non solo della Piscina Mirabilis, ma anche del Museo di Baia, delle Cento Camerelle, dell'antro della Sibilla, del Tempio di Serapide, del Rione Terra, del Tempio di Augusto». Mettere a sistema cosa significa? «Significa avere sempre la disponibilità dei siti e organizzare tour completi offrendo ai turisti una full immersion tra le opere custodite nel museo con spiegazioni in inglese e circuito per i non vedenti, ma anche soste al ristorante e un percorso di botteghe di artigianato artistico». Un tour che percorra tutti gli itinerari e non si confonda con la viabilità ordinaria. «Proprio così. Il progetto per collegare Capodimonte con il Museo Archeologico ha avuto una gestazione di anni, ma alla fine dovrebbe essere passato con la benedizione di tutti. Nei Campi Flegrei andrebbe ancora meglio, anche perché sarebbe possibile il collegamento con la Cumana e il Metrò del Mare. Di questa esigenza, naturalmente, deve farsi carico la Regione chiamando a collaborare i quattro Comuni dell'area flegrea che hanno più volte espresso disponibilità a collaborare». L'imperfezione dello spot, a questo punto, potrebbe essere interpretrata come un fatto positivo: fa scattare un allarme che già molte volte ha suonato e non è stato ascoltato. «Sarebbe bello se fosse così. In ogni caso bisogna fare presto anche per portare rispetto ai turisti. Chi va a visitare i siti delle terre ardenti non è il gitante della domenica che consuma di tutto, ma una persona culturalmente avvertita che a giusta ragione pretende e non perdona». È sucesso tante volte. «Appunto». Vogliamo ripercorrere brevemente la vicenda del Progetto Eubea? «È passato tanto tempo, circa vent'anni, ma ricordo che gli esperti messi insieme dal Consorzio Pinacos lavorarono con grandissimo scrupolo nella messa a punto degli itinerari. Nel team c'erano, del resto, fior di geologi e di archeologi: Giuseppe Camodeca, Paul Arthur, Andrea Carandini e il compianto George Vallet. Vennero approntate mille immagini informatizzate del territorio flegreo incisioni, stampe, disegni, gouaches plastici di grande impatto e monografie sul suburbio occidentale di Puteoli, sulle piccole Terme di Baia, sulle Terme del Foro di Cuma». Costò molto il lavoro? «Be', sì». E dov'è finito il materiale? «Provo a indovinare, al ministero, che fu il committente, o nei depositi della Soprintendenza Archeologica».
NAPOLI Quello spot è suggestivo. Ma ora riaprite il monumento
La presidente della Fondazione Napoli Novantanove, Mirella Barracco, ha parlato dell'intervista al filmato della Piscina Mirabilis, chiusa al pubblico, che è stato trasmesso in televisione. Barracco ha detto che le immagini della piscina sono suggestive, ma che il messaggio non è stato chiaro e che non è stato annunciato un progetto di messa a sistema dello straordinario patrimonio archeologico dei Campi Flegrei. Ha sottolineato che la promozione dei Campi Flegrei non deve essere solo una serie di immagini cartolina, ma un'offerta turistica completa che includa itinerari storici e culturali.
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