Il caso La scelta del ministro s'inserisce in un'intesa più vasta con il sindaco di Firenze Renzi «Basta con gli annunci. Voglio inaugurare durante questo governo il più importante museo del mondo », dice il ministro Sandro Bondi. E poi, quasi contraddicendosi, di annunci ne lancia uno anche lui, tagliente e pesantissimo. La Galleria degli Uffizi avrà un commissario straordinario. O meglio il progetto dei Nuovi Uffizi, che entro un paio di anni dovrebbe raddoppiare la capienza espositiva del museo fiorentino, sarà seguito d'ora in avanti da un «super architetto», Elisabetta Fabbri, già apprezzata per la ristrutturazione insieme a Mario Botta della Scala di Milano e per la ricostruzione del teatro Petruzzelli di Bari e attualmente commissario per i lavori del nuovo Auditorium della musica del Maggio Fiorentino, un'altra delle opere fondamentali per il tessuto culturale della città. «Dopo anni di rallentamenti, il compito dell'architetto Fabbri spiega Bondi sarà quello di terminare il primo lotto dei lavori degli Uffizi da 40 milioni di euro entro il 2011 con un restyling generale, il completamento dei depositi, venti sale espositive in più e lo spostamento degli uffici». Poi, si passerà alla fase due. E la commissaria sarà impegnata a sovrintendere i lavori del secondo lotto (finanziato con 20 milioni di euro) per triplicare le sedi espositive, realizzare ristorante, bookshop e altre strutture. Insomma, una svolta. Che, almeno nella mente del ministro dei Beni culturali, dovrebbe dare nuovo impulso a un progetto che tristemente si protrae da oltre vent'anni tra polemiche e accuse. Le reazioni? Ufficialmente positive. E chi ieri azzardava ipotesi di siluramenti, veniva inesorabilmente colpito dal fuoco incrociato di una raffica di dichiarazioni pacate e sorridenti, come se un commissario fosse tutto sommato «ordinaria amministrazione ». Non si è sentita per nulla deposta l'attuale sovrintendente ai beni architettonici, Alessandra Marino, che quei lavori fino ad ora seguiva: «Non mi sembra un provvedimento punitivo nei miei confronti ha pubblicamente spiegato anche perché sono arrivata da pochi mesi in città. Leggo invece la scelta del ministro come un modo per velocizzare i tempi nel reperimento dei fondi del secondo lotto, ancora non appaltato, e assicuro fin da ora la mia disponibilità ». Pacate le reazioni della sovrintendente al polo museale, Cristina Acidini: «Leggo il provvedimento come una scelta tecnica. E se qualcuno vuole fare polemiche sugli Uffizi, nuovi e vecchi, lo invito a guardare con i propri occhi come funziona la Galleria». La stessa neocommissaria, Elisabetta Fabbri, getta acqua sul fuoco: «Il ministro mi ha chiesto alcune settimane fa la mia disponibilità ad accettare questo incarico, ho risposto che ne ero lusingata. Non ci sarà nessun esproprio: lavorerò con la sovrintendenza per rafforzare il già valido team e cercare, come sono sicura accadrà, di terminare i lavori entro le scadenze fissate dal progetto». Eppure, dietro tanta serenità, pare si nasconda ben altro. Da mesi in città si vocifera di grandi manovre e d'incontri pubblici e riservati tra il ministro Bondi e il sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Riunioni che alla fine avrebbero portato a un'intesa (di cui l'operazione Uffizi sarebbe soltanto un elemento, sia pure essenziale) per sbloccare una politica e una gestione dei musei giudicata insostenibile dal primo cittadino. L'ultimo incontro, quello decisivo, pochi giorni fa a Roma. Che si conclude appunto con la decisione di Bondi di nominare un commissario per i lavori ai Nuovi Uffizi, ma che tratta pure i problemi di un «auspicabile ripensamento» nella gestione del polo museale, tra i pochi in Europa, per esempio, a non avere una card unica, che potrebbe garantire anche al Comune una parte di introiti provenienti dalla vendita dei sette milioni di biglietti l'anno solo per gli Uffizi. Infine il sindaco chiede al ministro di inserire nei «grandi eventi» nazionali i festeggiamenti (2012) per i 500 anni dalla morte del fiorentino Amerigo Vespucci. Insomma, la presa degli Uffizi è solo l'inizio. La Rivoluzione fiorentina è appena iniziata.