Le tappe Il fronte dei bandoni sul Pincio è solo arretrato, di circa quaranta metri. Nonostante le promesse, non è scomparso. Ora il "muro" divide in due piazzale Napoleone III, che rimane un cantiere di qua e di là dalla recinzione. E la metà del piazzale liberata è stata ricoperta alla buona da un manto di brecciolino nel quale saffossa il piede: un manto pavimentale scadente invece dell"ecoval" impiegato a Villa Borghese o dellaltrettanto ecologico e allavanguardia "calcester" steso lungo i viali di Villa Pamphili. È questa larchitettura dei giardini di Roma? Questo il belvedere sulla Città Eterna che ai primi di dicembre, forse il 5 o il 6, verrà "restituito" con una cerimonia ai romani dopo sei mesi dallannuncio del Campidoglio? E che fine ha fatto la riqualificazione di tutto il parco che lAtac avrebbe garantito se il progetto per un parcheggio sotterraneo da 700 posti ideato dalla giunta Veltroni non fosse stato affossato dalla compagine di Alemanno? La quinta scenografica di piazza del Popolo allestita da Giuseppe Valadier per il suo capolavoro urbanistico e tutto il Pincio sono in condizioni peggiori di prima. E non cè allorizzonte un piano di riqualificazione del colle dove si estendevano un tempo le propaggini degli Horti di Lucullo. I tre milioni promessi dal Comune alla Sac del gruppo Cerasi per ricoprire lo scavo del sondaggio archeologico, eseguito dalla società in vista della costruzione del parcheggio, sono serviti solo a ricoprire limmenso cratere. Ma non è tutto. Scampato il pericolo del progetto di copertura con una soletta in cemento e pali in acciaio adombrato in primavera, i resti dellimpianto idrico romano, con vasche, canalizzazioni e gallerie voltate (le vestigia che un quotidiano inglese defìnì, forse con ironia, "La Pompei segreta del Pincio"), sono stati messi in sicurezza solo per metà circa del ritrovamento: facendo capolino oltre la recinzione si vedono infatti ancora antiche strutture murarie allaria aperta, esposte cioè alle intemperie nonostante risalga a più di un anno fa la richiesta di una copertura, che le salvasse dai rigori dellinverno, fatta dal Soprintendente statale Angelo Bottini. Le antichità scoperte dal 2005 sul Pincio - patrimonio anche in ragione del quale ambientalisti, Italia Nostra, il sovrintendente comunale Umberto Broccoli e un intero partito "No parking" bipartisan (dai Verdi ad Alemanno, a Cicchitto), hanno fatto chiudere il cantiere dellAtac - rimangono così nascoste, forse per sempre, ai frequentatori della passeggiata del Pincio. Mentre fa bella mostra di sé, ai turisti che si appoggiano alla balaustra per ammirare le cupole e i tetti disseminiati di antenne paraboliche, la sporcizia e il degrado in cui si trovano i giardini proprio sotto allaffaccio. Cè da sperare che non guardino in basso perché vedrebbero i cumuli di immondizia che si trovano vicino alle arcate del fontanone che da anni attende inutilmente di essere restaurato. Ormai è un rudere il pergolato dinizi Novecento che si trova verso la Casina Valadier, "decorato" ormai solo dal nastro giallo messo dai vigili per una manifestazione del 20 novembre e lì abbandonato. Decine di bottiglie galleggiano nella fontana che si trova lungo la salita pedonale del Pincio, vicino ai bagni coperti da graffiti. E scritte di ogni sorta, anche un "Love" in argento, deturpano più sotto la statua in marmo di un leone. Scritte con le bombolette appaiono anche sulla vasca presa da un impianto termale dellantica Roma e riutilizzata al centro della fontana circolare che si trova sul piazzale della rampa, affacciata su piazzale Flaminio. Dentro linvaso da tempo non zampilla più lacqua. Dal bordo esce invece il palo di un cartello stradale divelto proprio lì su viale Gabriele DAnnunzio: un segnale di "benvenuto" per i turisti che si avvicinano alla sommità del Pincio, il colle abbandonato.
ROMA - Il fronte dei bandoni sul Pincio è solo arretrato, di circa quaranta metri
Il Pincio, un parco di Roma, è stato oggetto di una riqualificazione che non è stata completata. Il fronte dei bandoni sul Pincio è stato arretrato di circa 40 metri, ma il "muro" divide ancora in due il piazzale Napoleone III. Il piazzale è coperto da un manto di brecciolino scadente. Il parco è stato danneggiato dalla riqualificazione del parcheggio sotterraneo da 700 posti, ideato dalla giunta Veltroni. La quinta scenografica di piazza del Popolo e il Pincio sono in condizioni peggiori di prima. Non c'è un piano di riqualificazione del colle dove si estendevano un tempo le propaggini degli Horti di Lucullo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo