La Regione commissaria il teatro Fiumefreddo costretto a lasciare I sindacati dellente lo accusano di avere creato una voragine di due milioni In attesa del pronunciamento della prima commissione dellArs sul commissario straordinaria, lassessore ai Beni culturali Lino Leanza, nominerà lavvocato Giovanni Bologna come commissario ad acta. Finisce così una guerra durata tre anni tra il sovrintendente Fiumefreddo, i dipendenti del teatro e i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Fiumefreddo viene accusato di avere creato in soli tre anni una voragine di circa 2 milioni di euro. Ma chi è Antonio Fiumefreddo? Avvocato, uomo politico navigato, per qualcuno anche spregiudicato. Chi lo conosce bene dice che è sempre riuscito a trovare gli agganci giusti al momento giusto. Grande estimatore di John Kennedy, di cui tiene in bella evidenza il ritratto fotografico nello studio legale, nella sua carriera è stato un po a destra un po a sinistra, fino ad approdare alla carica più importante del teatro Massimo Bellini. Una carriera costellata di repentini cambiamenti di partito, di pallottole "mafiose" e di minacce, di candidature a tutto, di iniziative eclatanti come quella di esporre il crocifisso davanti al Bellini. Una carriera politica che inizia nella Prima repubblica ? siamo intorno alla metà degli anni Ottanta ? con il partito liberale. Diventa consigliere comunale e assessore a SantAgata li Battiati. Quando alla fine del decennio Enzo Bianco diventa sindaco per la prima volta, Fiumefreddo fiuta laria e capisce che quel carro può portarlo lontano. Ed ecco che chiede al sindaco di fargli da testimone di nozze. Il rapporto si salda, Fiumefreddo viene nominato nel Consiglio di amministrazione dellAmt, ma non dura molto. Inizia una guerra con i dipendenti che fermano i mezzi per protesta. Caduta la Prima repubblica, passa al partito popolare italiano (Ppi), diventa il legale dellex presidente della Regione, Rino Nicolosi e di diversi uomini politici coinvolti nelle vicende di Tangentopoli. Poi arriva Berlusconi e Fiumefreddo passa a Forza Italia dove con Scapagnini diventa uno dei dirigenti di punta della città. Accusa il partito di avere delle mele marce allinterno, poco dopo denuncia di avere ricevuto dei proiettili in una busta. Passa poco tempo e dichiara di volersi candidare alla presidenza della Provincia, a sindaco di Acicastello, di San Gregorio e di Catania. Più che vere intenzioni, appaiono delle scelte strategiche al fine di ottenere qualcosa. Nella città etnea è il momento dello scontro fra Scapagnini e Bianco per la poltrona più alta di Palazzo degli Elefanti. I sondaggi danno per stravincente Bianco, che come sindaco ha lasciato un ottimo ricordo. Scapagnini per sperare di vincere è costretto a raccattare qualsiasi cosa. E allora si accorda anche con Fiumefreddo: qualche migliaio di voti in cambio dellassessorato alla Cultura. Istituisce un osservatorio alla legalità di cui si perdono le tracce. Minaccia più volte le dimissioni perché ha diverse incomprensioni con Scapagnini, fin quando non riceve nottetempo la lettera di revoca dal sindaco attraverso i vigili urbani. Fiumefreddo indice conferenze stampa, raccoglie firme contro il primo cittadino, si incatena. Siamo a fine anno, e lui si fa fotografare con uno striscione: "Babbo Natale, fai un regalo a grandi e piccini, libera Catania da Scapagnini". Passa poco tempo e il carro vincente si chiama Raffaele Lombardo: per lui è un gioco da ragazzi saltarvi su. Ottiene la nomina di consigliere delegato dellAzienda provinciale turismo. Nel 2006 è lex governatore Salvatore Cuffaro a nominarlo sovrintendente del Teatro Bellini. La prima cosa che fa è quella di esporre davanti al teatro la gigantografia del boss Matteo Messina Denaro, spende una infinità di soldi per sponsorizzazioni, per appalti (alcuni di questa senza gara, secondo i sindacati), per sponsorizzazioni (20 mila euro alla squadra di pallavolo, 30 a quella di pallacanestro), addirittura per spese di gioielleria. Apre un durissimo contenzioso con i dipendenti che ne chiedono a gran voce la destituzione. Lombardo fa finta di non sentire, malgrado le dimissioni di due membri del Consiglio di amministrazione. Alla fine si deve dimettere tutto il Cda perché Lombardo cominci a sentire. Cgil, Cisl e Uil accusano: fino al 2006 lente chiudeva in attivo. Da quando cè lui ha accumulato un deficit di 2 milioni di Euro.
PALERMO - Nomine e piroette politiche, la carriera del sovrintendente. Il Bellini nella bufera
La Regione ha commissariato il teatro Fiumefreddo a causa di una grave crisi finanziaria. I sindacati dell'ente lo accusano di aver creato una "voragine" di 2 milioni di euro. Il commissario straordinario, l'assessore ai Beni culturali Lino Leanza, ha nominato un nuovo commissario ad acta, Giovanni Bologna. La crisi del teatro è stata causata da una serie di decisioni di Antonio Fiumefreddo, un avvocato e uomo politico che ha avuto una carriera costellata di cambiamenti di partito e di iniziative eclatanti. Fiumefreddo ha lavorato per il partito liberale, poi per il partito popolare italiano, e infine per Forza Italia.
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