27 novembre 2009 Eventi Federparchi e Federculture presentano il Libro Bianco Parchi e Cultura 2009. In pericolo aree di grande importanza, che ogni anno attirano 34 milioni di visitatori Intreccio tra storia e natura, il paesaggio è catalogato come un bene materiale da tutelare e proteggere dalla speculazione edilizia. Il problema però è avere gli strumenti per farlo, le risorse adeguate o molto più semplicemente i fondi. «In tre anni abbiamo perso il 20 per cento delle risorse - ammonisce il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri - nel 2010 avremo 3 milioni di euro in meno». Per sensibilizzare gli amministratori e l'opinione pubblica sulla ricchissima realtà delle nostre aree protette è stato presentato ieri a Roma il Libro Bianco "Parchi e cultura 2009", frutto di un'indagine condotta da Federculture e Federparchi. Le due storiche federazioni hanno messo insieme dati inediti e interessanti nel dossier scaricabile sul sito www.parks.itfederparchipdfLibroBiancoWeb.pdf. «Solo all'interno dei Parchi Nazionali - spiega il presidente di Federculture Roberto Grossi - vi sono oltre 1.700 centri storici, circa 150 musei, quasi 300 tra castelli, rocche e fortificazioni, 200 siti archeologici senza dimenticare 300 edifici di culto (santuari, monasteri e chiese rurali)». Bellezze che ogni anno attirano circa 34 milioni di visitatori. «Abbiamo notato - aggiunge Sammuri - che il target di persone che pratica il turismo naturalista è perfettamente sovrapponibile a quello degli amanti dell'arte». L'integrazione tra natura, paesaggio e storia è un valore che rende unica l'Italia. Ovvio ma vero, è difficile infatti trovare un altro posto al mondo con una tale concentrazione di beni architettonici di valore storico dentro i parchi. Eppure, il nostro Paese rappresenta il fanalino di coda dell'Unione europea in quanto a risorse destinate alle aree protette. Il confronto risulta ancora più amaro se fatto con la Spagna che consegna 500 milioni di euro l'anno alle riserve: più del doppio rispetto al nostro Paese. In particolare, i fondi di Stato e Regioni ammontano a 240 milioni di euro. Una volta distribuiti, i parchi nazionali dispongono in media di 38 euro per ettaro, mentre quelli regionali se la passano decisamente meglio con 95. «Ci vengono a dire che i parchi si devono autosostentare - polemizza Sammuri -. Io come presidente del Parco della Maremma ho deciso di far pagare un biglietto all'ingresso, ma questo non significa che possiamo farcela senza fondi pubblici, gli introiti dai ticket rappresentano solo il 25 per cento del nostro bilancio». Sottovalutare le potenzialità del turismo naturalistico effettivamente sembra andare contro le intenzioni del governo che del settore turistico ha voluto fare il suo fiore all'occhiello. Allora perché non investire di più nell'ecoturismo? I viaggi degli appassionati della natura, nonostante la crisi, non hanno fatto che crescere: nel 2008 le presenze negli esercizi ricettivi delle riserve sono aumentate circa del 2 per cento. Altro che settore di nicchia di amanti della cicoria: il turismo nelle aree protette lo scorso anno ha fatto muovere oltre 9 miliardi di euro. Susan Dabbous da Terra
I TAGLI DELLA FINANZIARIA ABBATTONO IL PAESAGGIO
27 novembre 2009 Eventi Federparchi e Federculture presentano il Libro Bianco Parchi e Cultura 2009. Il presidente di Federparchi Giampiero Sammuri ammonisce che in tre anni si è perso il 20% delle risorse. Il Libro Bianco presentato a Roma mette in evidenza i dati inediti e interessanti sulle aree protette. I Parchi Nazionali contengono oltre 1.700 centri storici, 150 musei, 300 fortificazioni e 300 edifici di culto. Le aree protette attirano 34 milioni di visitatori all'anno. Il Paese rappresenta il fanalino di coda dell'Unione europea in termini di risorse destinate alle aree protette.
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