Cannito (Città Diversa): «Stiamo preparando un'iniziativa politica per coinvolgere i cittadini su questa scelta» I capigruppo non trovano l'accordo per il dibattito sul cambio di destinazione dell'area LIVORNO. E' stata rimandata alla conferenza dei capigruppo del prossimo primo dicembre, come preparazione del consiglio comunale del 3 dello stesso mese, la decisione di portare o meno all'ordine del giorno la variazione della destinazione d'uso dell'area per il nuovo ospedale di Montenero. Una cosa che, per le opposizioni, di fatto renderebbe inutile la successiva discussione sulla nuova struttura. La decisione del consiglio deve necessariamente essere presa entro il 9, quando verrà firmato il protocollo d'intesa tra Regione, Comune e Asl. Sulla questione si era registrata nella conferenza dei capigruppo di ieri la dura presa di posizione di Marco Cannito (Città Diversa), che aveva parlato di «obiezione di coscienza» sul fatto che venisse ratificata, senza nessuna discussione, la decisione di cambiare la destinazione da area a servizi a quella per servizi sanitari. Intanto, sempre dal capogruppo di Città Diversa, arrivano dure critiche sulla mancanza di trasparenza sulla gestazione della decisione di costruire il nuovo ospedale a Montenero: «Ho chiesto ripetutamente gli atti della commissione tecnica che ha stabilito che questo è il sito migliore, ma ho ricevuto solo le conclusioni, e altri documenti non li ho addirittura avuti». Cannito non lesina le critiche al metodo scelto dalla maggioranza per portare avnti il progetto: «In questo modo non c'è una vera discussione ed un confronto con le altre parti politiche - ha aggiunto Marco Cannito - ci si limita a dare un'informazione, a volte diversa in consiglio da quella che fornisce a stampa e cittadini, e soprattutto senza rispodere alle domande legittime che vengono poste su questo argomento». Proprio per questo il capogruppo di Città Diversa ha annunciato che si sta preparando un'iniziativa politica pubblica per fare in modo che i cittadini possano esprimersi e partecipare a queste scelte, secondo i modi che stabilisce anche la Regione Toscana.