Si profila uno scontro tra i sindacati per la vicenda dei 32 dipendenti ex Atm del museo Archeologico a cui il soprintendente Mariarosaria Salvatore ha chiesto con apposita circolare di svolgere compiti di vigilanza e custodia, così come prevede il loro contratto di lavoro. D'accordo con la Salvatore i responsabili sindacali di Cgil e Cisl: «I nostri colleghi devono garantire le prestazioni, così come prevede il loro contratto e non altre attività altrimenti molte sale del museo continueranno a rimanere chiuse, come accaduto più volte in questi mesi. E la soprintendente ha fatto bene a risolvere la situazione, come le avevamo chiesto al momento del suo insediamento». Sul piede di guerra, invece, la Uil che ha firmato l'altro ieri un altro duro documento sul provvedimento che, a loro dire, decreterebbe lo stop di tutte le attività didattiche sin qui elaborate per studenti e scolaresche in visita alle collezioni del Museo. «Sono state rese note le nuove disposizioni, secondo le quali i dipendenti ex Atm verranno - attacca Maria Morisco, della Rsu Uil - destinati anche a compiti di vigilanza e di controllo degli accessi, contrariamente a quanto previsto dal loro profilo professionale. Si si svela così un più ampio disegno di svilimento delle professionalità, che negli ultimi anni hanno contribuito a potenziare il ruolo del Museo sul territorio. Ancora una volta appare chiaro - sono le conclusioni del documento - come nel pubblico impiego il personale dotato di competenze e di entusiasmo resti stritolato da meccanismi che nulla hanno a che fare con la corretta gestione della cosa pubblica».
CAMPANIA - vicenda dei 32 dipendenti ex Atm del museo Archeologico
Il museo Archeologico ha richiesto ai 32 dipendenti ex Atm di svolgere compiti di vigilanza e custodia, come previsto dal loro contratto di lavoro. I sindacati Cgil e Cisl hanno accettato, ma la Uil ha firmato un documento che attacca il provvedimento, affermando che i dipendenti verranno destinati anche a compiti di vigilanza e controllo degli accessi, contrariamente a quanto previsto. La Uil sostiene che questo provvedimento è parte di un disegno più ampio per sviluppare le professionalità del personale, ma che questo non ha a che fare con la corretta gestione della cosa pubblica. I dipendenti ex Atm devono garantire le prestazioni previste dal loro contratto, ma non altre attività.
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