Museo a ranghi ridotti. L'Abatellis chiude alle 13 Beni Culturali. Dopo il lungo restauro apertura di pomeriggio solo due volte a settimana. La Regione: "Pochi uomini, soluzione provvisoria" Il museo raddoppia i suoi spazi ma dimezza il tempo per visitarlo. Un museo a mezzo servizio. Solo poche ore al giorno per visitare i tesori di Palazzo Abatellis, poco tempo per passeggiare tra le sale del museo di via Alloro e respirarne l'arte. Al termine dei lunghi lavori di restauro la Galleria Regionale di arte Medievale e Moderna ha riaperto le porte con un orario settimanale notevolmente ridotto che, eccetto due giorni, non prevede la fruizione pomeridiana del museo palermitano. In altre parole l'Abatellis è aperto fino alle 19 (con ultimo ingresso alle 18) soltanto il martedì e il giovedì; gli altri giorni -mercoledì, venerdì, sabato e domenica (il lunedì è il giorno di chiusura settimanale) il botteghino chiude alle 13 e un'ora dopo sale vuote. La direttrice Giulia Davì spiega che "l'orario vigente dipende dal numero del personale in forza alla Galleria" mentre dall'Assessorato regionale ai Beni Culturali, guidato da Lino Leanza, rispondono che "si tratta di una soluzione sperimentale e provvisoria, legata al basso flusso turistico che registra l'Abatellis, appena inaugurato nella sua nuova veste museale". Poco più di trenta ore a settimana insomma per quello che dovrebbe essere il fiore all'occhiello della cultura in Sicilia, il luogo che racconta la poetica di Carlo Scarpa che nel 1954 allestì la collezione; il luogo che custodisce capolavori come il Trionfo della Morte, l'Annunziata di Antonello da Messina, il busto di Eleonora D'Aragona di Francesco Laurana e adesso molti dei dipinti che dai depositi del Palazzo sono stati musealizzati nella nuova ala del Settecento. L'orario penalizza turisti, cittadini e studiosi e rende problematica anche la piena fruizione di "Essential Experiences", mostra di arte contemporanea di Palazzo Riso che proprio qui, all'Abatellis, ha un'appendice con quattro opere in mostra. Un paradosso se si pensa che in Sicilia, come detto anche durante la conferenza stampa di presentazione del museo, i beni culturali dovrebbero essere volano per l'economia e con questo restauro Palermo avrebbe potuto arricchire la proposta culturale da offrire a cittadini e visitatori. Paola Camillo