CISTERNA Una necropoli con circa 140 tombe su una superficie di circa 2000 mq. E' venuta alla luce due mesi fa, durante i lavori di installazione di un impianto fotovoltaico nel territorio comunale di Cisterna. Gli oltre 19.000 mq di terra, da poco diventati pubblici, costituiscono solo una porzione limitata di un insediamento ben più vasto ubicato sul margine destro dell'antica via Appia che i dati raccolti fanno datare dal I al IX secolo a.C.. Tutto questo è emerso nella conferenza stampa di ieri mattina presso la sala Zuccari del fastoso palazzo Caetani di Cisterna, alla presenza il direttore della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, Marina Sapelli Ragni, il funzionario responsabile di zona, Nicoletta Cassieri, il sindaco Antonello Merolla. Durante l'incontro è stato fatto il punto della situazione alla luce dei vari ritrovamenti archeologici e alla presa in possesso dell'area di Tres Tabernae da parte del Comune. «Il passaggio del terreno dalla proprietà privata a quella pubblica ha detto il Merolla - permetterà l'avvio di un'organica attività di recupero, conservazione e riqualificazione dei resti già accertati nel corso di diverse campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza negli anni Novanta, e finalizzati alla loro fruizione, che troverà un punto qualificante di documentazione nel centro visitatori che si intende allestire nella vicina ex casa cantoniera. La piena disponibilità dell'area consentirà infatti di riportare in vista e sottoporre a delicate opere di restauro le testimonianze antiche che sebbene danneggiate rappresentano un elemento chiave per la conoscenza storico-archeologica del territorio pontino. A breve si stipulerà tra il Comune e la Soprintendenza un protocollo di intesa per il migliore raggiungimento degli obiettivi condivisi». Soddisfatto anche il direttore della Soprintendenza: «Il Lazio, oltre Roma, è ricchissimo di beni archeologici, e Cisterna, attraversata dall'Appia, è un'area di grande interesse storico-archeologico». Le scoperte più recenti è stato spiegato, riguardano la strada romana nel nuovo quartiere di S.Valentino, i resti di una villa rustica in via dei Lecci e la necropoli che, in base a confronti con sepolcreti analoghi, potrebbe essere datata tra la fine del I secolo a.C. e i primi secoli dell'epoca imperiale.