Dopo il restauro a Padova Parte anche un monitoraggio sulle vibrazioni causate dal traffico Si chiamano Valentino e Quirino, sono due dei sei santi marmorei delle edicole che circondano l'arca di Cansignorio nel complesso monumentale destinato a perpetrare la memoria dei Della Scala. Sospesa per qualche mese la loro funzione di custodia al signore medievale di Verona, i due santi (di altezza pressoché reale) hanno fatto ritorno ieri via terra e aria dal laboratorio di restauro di Padova, dove erano stati trasportati in luglio per essere restaurati. Sollevati con una gru, San Quirino e San Valentino, nati nel 1374 circa dallo scalpello di Bonino da Campione e della sua prestigiosa bottega, sono stati rimessi al loro posto, grazie al lavoro di una squadra di addetti. «Un restauro quello delle sei statue marmoree spiega l'architetto Gianna Gaudini responsabile dei lavori e funzionario della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici di Verona che ci ha dato molte soddisfazioni permettendo di ritrovare lacerti delle decorazioni colorate che ricoprivano originariamente le armature dei sei santi guerrieri, nascoste e in parte cancellate da uno spesso strato di sporcizia. Ma per Valentino e Quirino l'operazione è stata molto più complessa ». Infatti un intervento di restauro eseguito nella prima metà del '900 dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze cercò di ovviare ai problemi statici delle due statue inserendo dei perni di ferro all'interno delle gambe, ancorandoli con iniezioni di cemento che però non ha retto al tempo: il ferro si è arrugginito corrodendo il marmo, tanto che si è dovuti intervenire ingabbiando i piedi dei due santi per sostenerli. «Tolte le "scarpe"- continua Gaudini- il degrado è apparso in tutta la sua gravità. Nel laboratorio di Padova dopo le indagini radiologiche abbiamo sostituito, con un progetto di intervento piuttosto complesso, i perni di ferro con altri in acciaio inox, in modo tale che una volta riposizionate le statue siano sgravate del peso e non vengano sollecitate nemmeno da eventuali eventi sismici ». E a proposito di questo problema conservativo Gaudini spiega ancora che, mentre il cantiere dell'arca di Cansignorio (iniziato nel 2005) e quello sulla cancellata si stanno avviando a conclusione (a fine 2009, inizio 2010), l'ultimo cantiere riguarda proprio la sistemazione dei macchinari per il monitoraggio delle vibrazioni dovute al vento o al traffico, in corso da un paio di anni. Per questo lavoro, che richiede il ricollocamento dei macchinari in un locale del Comune vicino alla piccola chiesa di Santa Maria Antica e il loro collegamento al monumento, «è già stata fatta la gara- spiega Gaudini- e si può ragionevolmente pensare che il tutto potrà essere terminato entro la prossima estate». C.B.
VERONA I santi di Cansignorio tornano sulle Arche
I due santi marmorei, Valentino e Quirino, sono stati restaurati e ritornati al loro posto nel complesso monumentale di Verona. I santi, nati nel 1374 circa, erano stati trasportati a Padova per essere restaurati e avevano subito un intervento di restauro eseguito nel '900 che aveva inserito dei perni di ferro all'interno delle gambe, ma che non aveva retto al tempo. Il degrado è apparso in tutta la sua gravità e sono stati sostituiti con altri in acciaio inox. I due santi sono stati riposizionati e sono stati sgravati del peso. Il restauro è stato possibile grazie al lavoro di una squadra di addetti e dell'architetto Gianna Gaudini.
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