Il progetto La dirigente regionale Conti: ecco come si esce dalla crisi. Basta con le mostre costose e inutili «Tiriamo fuori dai depositi le intere collezioni che vi sono custodite per mostrarle al pubblico in nuovi allestimenti. Puntiamo su prestiti incrociati fra musei di regioni differenti e su programmi di scambio delle collezioni, per richiamare visitatori con operazioni a costo zero o quasi». E, sottinteso, lasciar perdere le mostre estemporanee che portano via molti soldi e che attraggono pochi visitatori. Questa la ricetta per i musei per sopravvivere al tempo della crisi. Le linee guida sono state delineate dalla dirigente regionale Loredana Conti, responsabile degli oltre 220 musei e biblioteche nonché Soprintendente ai beni librari della Campania. Nel mirino, il mare magnum dei musei di interesse locale e la loro gestione, secondo una ricetta applicabile anche a strutture come Capodimonte, l'Archeologico e il Museo di San Martino. Non nega lo stato di difficoltà neppure il Presidente Antonio Bassolino che nel suo saluto introduttivo alla quarta conferenza regionale sui musei in Campania, tenuta ieri nel Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova, sottolinea: «Da troppo tempo in Italia non si investe in cultura e museo e la riduzione dei fondi da parte del Governo si fa sentire. Le misure da applicare per far fronte ai tagli del Governo, sono volte all'ottimizzazione delle risorse e alla valorizzazione del patrimonio». Ma a fornire il quadro per l'insieme di strutture che risponde all'etichetta Sopra reperti archeologici nel deposito di un museo; sotto il Filangieri che, è stato annunciato, aprirà presto di musei di ente e di interesse locale fra cui figurano la Stazione zoologica Anton Dohrn, il Museo di San Gennaro, Castel Nuovo, il Museo di Capua, e ancora il Conservatorio di San Pietro a Majella, il Complesso Monumentale di San Lorenzo, la Certosa di Padula, è sempre Loredana Conti: «L'imperativo per una gestione sostenibile è no alle mostre-spettacolo, su cui spesso si investono fondi consistenti senza avere una reale ricaduta sul territorio», spiega. Altro ingrediente della ricetta, è la tutela attiva di quanto si conserva, insieme alla riproposta di quanto è racchiuso nei depositi. «Basti pensare alla mostra della National Gallery of Art allestita a Washington con ottanta pezzi provenienti dalle collezioni di Pompei, e che ha richiamato migliaia di visitatori », dichiara la Conti. Fra i siti chiamati in causa ieri figura anche il Museo Filangieri, le cui collezioni sono da anni precluse al pubblico. «Adesso, però, lavoreremo alla riapertura di almeno alcune sale grazie a un finanziamento di 300 mila euro», promette, consapevole che le strutture museali di cui risponde, rischiano spesso di avere meno appeal rispetto a quelle statali, come Capodimonte o il Museo di San Martino, in rappresentanza dei quali è intervenuta ieri la neo soprintendente del polo museale napoletano Lorenza Mochi Onori. «Certo, Il Museo di Capodimonte o l'Archeologico sono strutture trainanti, ma non va sottovalutata l'importanza di tutto quel substrato di strutture museali che appartengono ai comuni e che con la loro azione presidiano il territorio diffondendo cultura e conoscenza ». Ad ogni modo per tutti, statali e non, l'appello è univoco: «Evitare sprechi e rendere pubbliche le spese in un'ottica di assoluta trasparenza della gestione». Fuani Marino
NAPOLI - Scambi incrociati tra musei e opere fuori dalle cantine. Con trecentomila euro riapre il Filangieri
La dirigente regionale Loredana Conti ha proposto una ricetta per aiutare i musei a sopravvivere alla crisi. La ricetta prevede di tirare fuori le collezioni dai depositi e mostrarle al pubblico in nuovi allestimenti, senza spendere fondi. Inoltre, si possono richiamare visitatori con operazioni di prestito incrociato fra musei di regioni diverse e con programmi di scambio delle collezioni. Conti ha anche sottolineato l'importanza di tutelare attivamente le collezioni e di riproporre quanto è racchiuso nei depositi. Il Presidente Antonio Bassolino ha sottolineato che la riduzione dei fondi da parte del Governo si fa sentire e che è necessario investire in cultura e musei.
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