L'altra mostra Al Poldi Pezzoli le sorprendenti tecniche di lavorazione dei tessuti all'epoca dei Visconti e degli Sforza Che il ducato dei Visconti e degli Sforza abbia lanciato Milano sulla scena europea dell'epoca è risaputo, ma forse non tutti sono a conoscenza del fatto che il capoluogo lombardo si affermò in quel periodo come un punto di riferimento nella storia della tessitura serica. E che quasi certamente allo sviluppo di quell'industria diede il suo contributo ancora una volta il genio di Leonardo da Vinci il quale si cimentò su quel terreno con schizzi nel «Codice Atlantico» per un telaio meccanico, disegni di strumenti per la filatura e torcitura, macchine per stampare decori metallici da ricamo. Quanto Milano sia stata importante in questo campo lo rivela la mostra «Seta. Oro. Cremisi. Segreti e tecnologia alla corte dei Visconti e degli Sforza» aperta fino al prossimo febbraio al Museo Poldi Pezzoli. L'esposizione è la prima di cinque che saranno organizzate in diversi musei nell'ambito di un grande progetto dell'Istituto per la Storia del-l'Arte Lombarda (ISAL) portato avanti con la collaborazione di nove istituzioni europee sul tema «La produzione serica in Lombardia, dal 15 al 20 secolo » . Sono in tutto 50 le opere presentate in questa prima mostra: velluti a disegno, damaschi, broccati con oro e argento, ricami in seta con oro e perle, e carte da gioco, rari codici miniati, dipinti. Quattro i temi affrontati: il significato simbolico dei motivi decorativi, le sostanze tintorie impiegate, la natura dei filati metallici, le tecniche di ricamo del ducato milanese. Sfilano davanti agli occhi sfarzi, abitudini e debolezze della vita di corte delle due grandi famiglie che governarono Milano, ma anche testimonianze inedite delle tecniche di lavorazione dei tessuti. «Seta. Oro. Cremisi spiega Chiara Buss, autrice del progetto e direttore del Dipartimento Arti Applicate dell'ISAL riunisce tessuti prodotti a Milano nel periodo sforzesco, alcuni mai prima riconosciuti, altri da sempre 'detti' milanesi, ma la cui manifattura non era ancora stata comprovata » . È una carrellata a 360 gradi sulla maestria degli artigiani meneghini: dal rarissimo velluto a tre colori, broccato in oro, creato a memoria del matrimonio di Ludovico il Moro con Beatrice d'Este, al velluto di Carlo il Temerario, dal paliotto ricamato per i funerali di Beatrice d'Este, al caftano appartenuto a un boiardo della Valachia, fino al Baldacchino processionale in lampasso di seta e oro filato con ricamo in sete policrome, oro e argento filati e perle. L'abilità dei tessitori si nota anche negli abiti indossati dai personaggi ritratti nei dipinti in mostra: per esempio da Ludovico e da Bianca Maria Visconti. Ma non solo di bravura artigianale si parla. A osservare le stoffe si scoprono le usanze dell'epoca, per esempio che il disegno delle proprie imprese, motti e colori araldici ricamati o tessuti sulle vesti, potevano servire a lanciare un preciso messaggio politico. In quanto a Leonardo, c'è di sicuro un suo coinvolgimento dietro alla fiorente «industria» tessile della Milano sforzesca. Dagli studi degli ultimi anni si è arrivati alla conclusione che probabilmente il genio di Vinci «non sempre inventava le macchine che disegnava, ma piuttosto disegnava ciò che vedeva e questo è forse il caso dello schizzo di una macchina per stampare 'bisantini', che potrebbero essere le magete, cioè quegli anellini che coprivano e proteggevano l'asola. Dai documenti sappiamo che esse venivano prima stampate dalla foglia d'oro e poi bucate. Leonardo forse aveva inventato uno strumento che faceva entrambe le cose». «A Milano conclude Chiara Buss, che nel 1983 realizzò la mostra su «I tessuti di Leonardo» si cominciano a lavorare i tessuti auro-serici a partire dal 1442, ma i più complessi e sontuosi sono prodotti tra il 1480 e il 1500, proprio gli anni che vedono Leonardo a Milano. È probabile dunque che il maestro, il quale ebbe un ruolo primario nella progettazione di abiti e scenografie per le famose feste di corte, abbia influenzato anche la produzione tessile nella tecnica e nel disegno».
LEONARDO. Stoffe, ori e ricami: anche nei tessuti c'è la mano del maestro
La mostra "Seta. Oro. Cremisi. Segreti e tecnologia alla corte dei Visconti e degli Sforza" è stata aperta al Museo Poldi Pezzoli fino al prossimo febbraio. L'esposizione è la prima di cinque che saranno organizzate in diversi musei nell'ambito di un grande progetto dell'Istituto per la Storia del-l'Arte Lombarda (ISAL). La mostra presenta 50 opere, tra cui velluti, damaschi, broccati, ricami in seta e carte da gioco. I temi affrontati sono il significato simbolico dei motivi decorativi, le sostanze tintorie, la natura dei filati metallici e le tecniche di ricamo del ducato milanese.
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