Il caso La comunicazione difficile fra Croppi e Alemanno Ci ha pensato Dagospia ad alimentare le voci: «Croppi sul piede di guerra, c'è un osso duro nella comunicazione di Ale-danno», scriveva il sito di gossip più cliccato d'Italia. «L'assessore Croppi - si legge sul sito - non perde occasione per manifestare il suo disappunto e la sua preoccupazione per il cambio avvenuto nella comunicazione del comune di Roma. Non mancheranno le scintille. Croppi, secondo Alemanno, si è agitato un po' troppo». Voci, rumors, sospetti. Il retroscena, in effetti, è gustoso: l'assessore è stato uno dei «deus ex machina » della campagna elettorale del 2008, è stato ribattezzato «il Bettini nero», è amico personale di Alemanno col quale ha condiviso la militanza nell'Msi in un'epoca burrascosa. E ora? Sono settimane, se non mesi, che a palazzo Senatorio circolano i sussurri: Alemanno e Croppi non sarebbero più amici, si sono allontanati, si parla di dimissioni o di allontanamento. Tutto nasce da alcuni episodi, effettivamente successi. Una battuta del sindaco, fatta all'assessore sulla campagna di comunicazione per l'estate romana. Roma era tappezzata di manifesti rossi, con la scritta «RSVP». Il sindaco non gradì: «Non si capisce niente», disse a Croppi. E poi alcuni malumori per qualche iniziativa culturale considerata troppo elitaria, il concerto di Capodanno la cui organizzazione è passata agli uomini del sindaco, che hanno contattato Antonello Venditti, il fatto che Alemanno abbia avocato a sé i rapporti con la comunità gay, iniziative culturali affidate ad altre persone (Maurizio Costanzo farà un evento a gennaio, Angelo Mellone ha curato il «muro» virtuale di piazza di Spagna, Umberto Broccoli ha sfornato un'idea dopo l'altra). Indizi che, con l'avvicendamento Defacqz-Schintu, farebbero secondo i dietrologi - una prova: tra il «Bettini nero» e il sindaco c'è un raffreddamento. È così? Croppi respinge i sospetti: «Ma quali problemi... Ci sono leggende metropolitane, onde che montano... Ma non è vero né che il sindaco mi vuole mandare via, né che io me ne voglia andare». Perchè le voci? «Non lo so, con Gianni ne parliamo spesso: non lasciamo che restino lì a galleggiare... Forse il mio è un posto molto in vista... ». E la vicenda Schintu? «Come direttore della comunicazione, è necessaria una persona di fiducia del sindaco. E Defacqz aveva un interim che è scaduto: resterà con noi, comunque ». Sarà. E le scintille in arrivo? «Ma quali scintille! Con Schintu ho parlato, mi sembra una persona preparata. L'ha voluto direttamente Alemanno».