Oltre 50 senatori della Cdl propongono al Senato l'istituzione di un consiglio superiore della lingua italiana la cui presidenza dovrebbe essere affidata a Silvio Berlusconi come capo del governo; ma è subito polemica. L'Ulivo insorge e giudica la proposta ridicola. Il disegno di legge per l'istituzione del consiglio superiore della lingua italiana è all' esame detta commissione affari costituzionali di Palazzo Madama, primo firmatario Andrea Pastore (FI). La commissione istruzione dovrebbe nei prossimi giorni esprimere un parere favorevole a maggioranza. Nelle prossime settimane la commissione di merito potrebbe licenziare per l'Aula il ddl mirato a tutelare un «buon uso» della lingua italiana «che è anche un bene sociale che va difeso - si legge nell'introduzione - dall'infiltrazione di tutte quelle espressioni incongrue che provengono dall' adozione indiscriminata di parole straniere e di neologismi incomprensibili». Per tutelare la nostra lingua dagli «attacchi esterofili» il ddl prevede l'istituzione, presso Palazzo Chigi, di un Consiglio superiore della lingua italiana (CSLI) composto da un presidente (il presidente del Consiglio), dal ministro dell'Istruzione, dal ministro dei Beni Culturali e da componenti dell'Accademia della Crusca e della Società Dante Alighieri. Il nuovo organismo dovrebbe redigere un rapporto annuale sullo «stato della nostra lingua» e provvedere al suo uso corretto. Tra i suoi compiti istituzionali dovrebbe occuparsi anche della «sistemazione grammaticale, dei neologismi, dei linguaggi settoriali e dei termini presi in prestito da altre lingue». Dovrebbe infine provvedere «ali1 elaborazione di una grammatica ufficiale della lingua italiana». Il provvedimento ha già ottenuto un chiaro no da parte delle opposizioni in commissione istruzione. Albertina Soliani (Margherita), Chiara Acciarini (Ds), Fioretto Corchiana (Verdi), e Mauro Betta (Autonomie) parlano in una dichiarazione congiunta di «iniziativa tra il ridicolo e lo stupefacente che dimostra una visione dello Stato che si intromette su tutto». «Ci mancava - aggiungono - anche questa. Bel liberalismo, questo di Berlusconi. La lingua riflette l'evoluzione storico-sociale del Paese e il fatto che Berlusconi se ne voglia impadronire, addirittura presiedendo I1 organismo che ne tutela l'integrità e la purezza, la dice lunga sulle intenzioni dell'attuale presidente del Consiglio. «La lingua - concludono i senatori dell'opposizione - è un veicolo formidabile per la propaganda e la formazione dei cittadini. Berlusconi se n'è accorto e come al solito, magari per mano di qualche servo sciocco, vorrebbe impadro-nirsene. Dopo aver omologato la società attraverso i suoi media, ora tenta di omologarne il linguaggio. Dopo aver tentato di cambiare i libri di storia, adesso tocca alla grammatica».
Un Consiglio superiore della lingua italiana
Più di 50 senatori della Cdl hanno proposto al Senato l'istituzione di un Consiglio superiore della lingua italiana, con Silvio Berlusconi come presidente. La proposta è stata subito polemica, con l'Ulivo che la giudica ridicola. Il disegno di legge è stato presentato alla commissione affari costituzionali e dovrebbe essere esaminato dalla commissione istruzione nei prossimi giorni. Il ddl prevede l'istituzione di un Consiglio superiore della lingua italiana che dovrebbe redigere un rapporto annuale sullo stato della lingua italiana e provvedere al suo uso corretto. Il Consiglio dovrebbe anche occuparsi della sistemazione grammaticale, dei neologismi e dei termini presi in prestito da altre lingue.
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