REGIONE e Provincia hanno importanti ruoli di coordinamento e indirizzo ma, per quanto riguarda il primo ente, «le possibilità di finanziamento non vengono poi adeguatamente sfruttate dai Comuni», come sottolinea Rita Berruti. L'assessore regionale fa l'esempio dei bandi per il pia no-colore, cioè per l'assegnazione dei finanziamenti da destinare al rifacimento delle facciate sia pubbliche che private. Sottolinea Berruti: «Il sindaco di Ventimiglia Scullino anche oggi ci ha parlato del suo impegno per il rilancio del centro storico, e in particolare per il rifacimento delle facciate degradate dei palazzi. Ha ricordato di aver emesso oltre 300 ordinanze, che peraltro non sono tali, perché in quel caso se il privato non interviene subentra automaticamente il Comune; semmai sono lettere ai proprietari un po' "intimidatorie", diciamo. Ma l'amministrazione di Ventimiglia non ha partecipato al nostro bando per il progetto-colore». Ma l'assessore non parla solo di Ventimiglia, e aggiunge: «Già nel 2006 la Regione ha introdotto un capitolo di spesa per finanziare gli "urban center", spazi attrezzati di incontro nelle città, ma devo dire che soltanto Genova e in minima parte Savona hanno avanzato richieste». «La Provincia - spiega il presidente, Gianni Giuliano - opera costantemente un controllo dell'intero territorio rivierasco in modo da regolare gli insediamenti e salvaguardare, nello stesso tempo, le tante bellezze storiche, artistiche e paesaggistiche del ponente ligure. Il nostro fiore all'occhiello è il Parco delle Alpi Liguri ma vorrei sottolineare anche l'impegno profuso per potenziare e valorizzare i giardini di Villa Hanbury, Villa Regina Margherita, Villa Grock (che verrà inaugurata e aperta al pubblico il prossimo 17 gennaio), il teatro Salvini di Pieve di Teco e Villa Nobel a Sanremo. Un patrimonio culturale che è anche memoria storica della provincia di Imperia e, proprio per questo, va tutelato, valorizzato e fatto conoscere il più possibile». Un cenno importante, infine, sul polo universitario imperiese. «Che sia importante lo dicono i numeri - incalza Giuliano - le tre facoltà hanno già laureato oltre 2 mila studenti. Il futuro, però, è incerto: le leggi nazionali stanno andando verso tagli di spesa per le sedi distaccate. A questo punto, occorre diversificare le facoltà: troppi avvocati e commercialisti faticano a trovare posto...».