Domani un convegno a Roma. Molti studiosi concordano sullautenticità Accertato che si tratta di unopera del I secolo d.C., la ricerca ora si divide su altre questioni Sulla carta geografica e sul fatto che i disegni siano o no di bottega Domani presso la Società Geografica Italiana si svolge il convegno «Geografia e Cartografia nel Papiro di Artemidoro», le cui conclusioni sono affidate a cienza e media, tema inesauribile. I giornali devono informare i lettori su temi di ricerca, ma come? "Semplificando", ma fino a che punto? Nel suo piccolo, lItalia offre un esempio interessante. Luciano Canfora, autore di decine di libri e migliaia di articoli di giornale, si è convinto che il Papiro di Artemidoro (con testi e disegni del I secolo d.C.) sia opera di un falsario ottocentesco, tal Simonidis. Al tema ha dedicato cinque libri (un altro è in arrivo) e sette "puntate" (finora) di un romanzo-fiume sulla propria rivista, per oltre duemila pagine. Da questo mare magnum germogliano decine di articoli sui giornali. Intanto, dopo le mostre a Torino, Berlino e Monaco (300.000 visitatori) e ledizione critica (LED, 2008), gli studi sul tema si infittiscono, ma lo spazio mediatico è occupato quasi per intero da Canfora (su Repubblica del 22 settembre 2006 ho spiegato perché sui giornali non avrei risposto). Questo martellamento ha avuto il curioso effetto di creare una doppia verità. Da un lato, le sofisticate ricerche sul Papiro, col loro linguaggio inaccessibile; dallaltro, nei media (solo in Italia) una vulgata che, poiché sui giornali nessuno "risponde", prende baldanza, canta vittoria. Miti ragionieri e affaccendati notai sono chiamati a giudicare su paleografia e archeologia, e sulla base solo di articoli di giornale. Se poi un addetto ai controlli aereoportuali sposa la sua teoria, Canfora ne esulta sullospitale Corriere (30 giugno 2009). Insomma, il battage mediatico dovrebbe fare del Papiro un falso a furor di popolo. Questa vulgata ha tre punti principali. Primo, la sola cosa del Papiro che meriti discutere è se sia falso o autentico. Secondo, la partita è chiusa, le "prove" della falsità sono ormai "definitive" (Libero, 6 novembre). Terzo, si tratta di un duello fra Canfora e me. Nessuna di queste tre affermazioni è vera: saranno "semplificazioni", ma danno di fatto false informazioni. Ripercorriamole in ordine inverso. Non sono il solo responsabile delledizione del Papiro; vi hanno anzi lavorato molto più di me tre papirologi, (B. Kramer, C. Gallazzi e A. Soldati), un filologo classico (A. Cassio), un altro archeologo (G. Adornato), laboratori di analisi fisica e chimica. Nella molta bibliografia sul Papiro, solo R. Janko ha dato ragione a Canfora, ricopiandone gli argomenti senza troppa fantasia. Per tutti gli altri, «nessun serio dubbio è possibile sullautenticità» (W. Luppe su Gnomon). Secondo P. van Minnen (Bulletin of the American Society of Papyrologists), solo «some Italian "political" reason» può spiegare la posizione di Canfora. C. Lucarini (Londra) ha confutato gli argomenti di Canfora in Philologus, e prepara unedizione di Artemidoro per la gloriosa Bibliotheca Teubneriana; B. Bravo (Varsavia) e I. Pajón (Madrid) ne hanno scritto nella Zeitschrift für Papyrologie. In questi giorni, tre libri tornano sul tema. Images and Texts on the Artemidorus Papyrus (ed. Steiner) contiene gli atti di un seminario di Oxford: tutti gli autori, tranne Canfora, si pronunciano per lautenticità: così M. West (che trova largomentare di Canfora disingenuous, disonesto), così P. Parsons, D. Obbink, R. Talbert, J. Elsner, G. Nisbet e M. Billerbeck; N. Wilson esprime qualche dubbio paleografico, subito fugato da Parsons. Il secondo libro in uscita, Intorno al Papiro di Artemidoro. Contesto, lingua e stile (ed. LED) contiene molte risposte a Canfora (a firma Gallazzi-Kramer), ma anche contributi di Cassio, Soldati, Parsons e Lucarini, e di altri studiosi illustri come J. Hammerstaedt, S. Colvin, D. Sedley, F. Montanari. Tutti convinti della genuinità del papiro. Tutto a posto, dunque? Noi, editori del Papiro, abbiamo ragione in tutto e per tutto? No. Molti di questi studi non sono daccordo con le nostre proposte, anzi le criticano severamente. Per esempio, Nisbet propone di "montare" i frammenti del Papiro in ordine diverso, e G. B. DAlessio ha trovato in tal senso prove importanti, col risultato che Canfora lo ha iscritto dufficio al proprio partito (Corriere, 29 aprile), e DAlessio ha dovuto smentire (simile disavventura è toccata ad Hammerstaedt). Più duno dubita che il Papiro, pur essendo del I secolo d.C., contenga un testo di Artemidoro, o pensa che a lui ne vada attribuita solo una parte. Alcuni ritengono che i disegni di animali non siano un "repertorio di bottega" (come abbiamo proposto), ma un prontuario per un trattato zoologico. Grande disaccordo cè sulla carta geografica del Papiro: nessuno sa davvero che cosa rappresenti, né come mai è non-finita, né se illustra il testo lì accanto. Con queste e cento altre domande (per non dire delle proposte di correzione del testo o dellinterpretazione), ledizione del Papiro viene messa in discussione quasi a ogni pagina. Il dibattito scientifico sul Papiro non si svolge intorno alla sua genuinità (come vuole il pensiero unico di Canfora), ma su ben altri temi. Su Geografia e cartografia nel Papiro di Artemidoro la Società Geografica Italiana ha organizzato un convegno. Discuteranno storici della geografia, linguisti e filologi, esperti dellIberia antica (di cui parla il Papiro), specialisti di Strabone e Tolomeo. Studiosi di sette Paesi (Prontera, Talbert, Pontani, Moret, García Bellido, Motta, Valerio, Marcotte, Guerra, Engels, Mittenhuber) si misureranno con le complessità di questo affascinante documento di età classica. Senza trionfalismi, senza "vittorie" in insussistenti "duelli", senza affigger proclami proveremo a capire qualche piccola cosa in più. Sarà solo qualche novità "da specialisti", o varrà la pena di raccontarla a un pubblico più vasto? È ancora presto per dirlo.
Ma quante falsità sul papiro di Artemidoro
Domani a Roma si svolge un convegno sulla Geografia e Cartografia nel Papiro di Artemidoro. Molti studiosi concordano sullautenticità del papiro, ma ci sono ancora molte questioni aperte. Il papiro è stato oggetto di una controversia mediatica, con Luciano Canfora che sostiene che sia un falso ottocentesco. Tuttavia, la maggior parte degli studiosi concorda con lautenticità del papiro. Il convegno si svolgerà presso la Società Geografica Italiana e sarà seguito da un dibattito scientifico su temi come la carta geografica, i disegni di animali e la lingua e lo stile del testo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo