PAOLA - Per fare il punto in merito alla indagini condotte nel comprensorio che hanno consentito il ritrovamento di importanti reperti archeologici, l'amministrazione comunale ha promosso un incontro nei locali del complesso del Sant'Agostino di concerto con la Sovrintendenza archeologica, l'Università della Calabria, la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici e la Pro Loco di Paola. Nel corso della riunione, oltre al sindaco, Roberto Perrotta ed al presidente della Pro loco, Riccardo Ferrari, sono intervenuti Elena Lattanzi, della Sovrintendenza archeologica della Calabria, Giuseppe Latorre, rettore dell'Unical, nonché gli esperti del settore, La Rocca e Sangineto, in quali si sono soffermati sul valore storico dei ritrovamenti. I lavori sono stati coordinati dall'assessore Zicarelli. All'interno del complesso monastico del Sant'Agostino, inoltre, è stata esposta la mostra fotografica denominata "Roma nei Bruzi" in cui sono stati immortalati i reperti rinvenuti. Il primo ritrovamento risale al '95 e fu scoperto nelle adiacenze dello stadio di contrada Tina dall'ex assessore all'urbanistica, Renato Sorrentino, allora impegnato nella ricerca di testimonianze di civiltà antiche. Anche se inizialmente alla scoperta non si diede la dovuta importanza successivamente gli scavi si susseguirono a ritmo intenso. Fra l'altro, nei pressi di suddetta località, era stata ritrovata una villa romana di notevoli dimensioni che è da considerarsi uno dei rari esempi, forse l'unico in tutta la regione, di conservazione di strutture romane d'epoca. Più recentemente sei tombe romane sono venute alla luce nei presi del centro commerciale Despar. La scoperta delle tombe è da mettere in stretta relazione con gli scavi condotti precedentemente nell'area adiacente all'attuale stadio di calcio che negli anni scorsi avevano portato alla luce un esteso insediamento di epoca romana databile fra il 1 secolo avanti Cristo ed il IV dopo Cristo e con i ritrovamenti della villa romana in contrada Cutura. Della questione si è interessato il dottar Antonio Battista Sangineto della Soprintendenza archeologica della Calabria ed il responsabile dottpr Luigi La Rocca. Gli esperti del settore ritengono che vi siano dei nessi funzionali e cronologici fra le tombe rinvenute nei pressi dello stadio ed i resti di strutture murarie in contrada Cutura. «Il territorio del comune di Paola - sottolinea Antonio Battista Sangineto - è ricco di beni storico-archeologici che sarebbero naturali portatori di grandi emotività nell'immaginario collettivo. Un territorio caratterizzato dalla presenza di una rilevante quantità di siti archeologici databili dalla protostoria fino al medioevo».
Una miniera di beni archeologici
L'amministrazione comunale di Paola ha promosso un incontro per discutere gli scavi archeologici condotti nel comprensorio. La Sovrintendenza archeologica, l'Università della Calabria e altre istituzioni sono state coinvolti. Gli esperti hanno discusso del valore storico dei ritrovamenti, tra cui una villa romana e sei tombe romane. Si ritiene che ci siano dei nessi cronologici tra le tombe e le strutture murarie in contrada Cutura. Il territorio di Paola è ricco di beni storico-archeologici. Una mostra fotografica è stata esposta all'interno del complesso monastico del Sant'Agostino. Gli scavi hanno iniziato nel 1995 e hanno portato alla luce molti reperti.
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