Tornano a Vulci, dopo 150 anni, gli affreschi della Tomba FranÇois, uno dei più celebri monumenti della storia etrusca. Nel Castello della Badia della cittadina che fino alla conquista romana fu intensissimo centro commerciale e politico, è stata ricostruita la tomba (pure visitabile) scoperta nell'aprile del 1857 da Alessandro FranÇois, architetto fiorentino che con Noël des Verges eseguì ricerche nelle proprietà dei principi Torlonia. Un filare di querce lo mise sulla buona strada: denotavano la presenza di una cavità dovuta all'intervento umano. Gli scavi gli dettero ragione. Arrivato a un punto morto della ricerca si intrufolò nel buco dello scavo, lo percorse, e si trovò davanti una meraviglia mai vista: l'atrio della tomba della famiglia di Vel Saties, tra le più potenti di Vulci, interamente affrescato con personaggi storici della tradizione epica. C'erano Aiace Oileo e Cassandra, Achille, Patroclo, Eteocle e Polinice, troiani che si contrappongono a greci. Anzicchè con scene di genere, Saties fece affrescare la sua tomba seguendo un intento politico: l'invito all'unità delle popolazioni etrusche per contrastare Roma. Un invito disperato: nel IV secolo Vulci fu sottomessa, e drasticamente. "Strappati" dalle mura nel 1863 su iniziativa dei proprietari, i principi Torlonia, gli affreschi furono conservati a Roma a Villa Albani. Restaurati - male - nel 1957, sono stati ora oggetto di un altro restauro in vista della possibilità di esporli nel loro contesto. Si possono ammirare da oggi e fino al 26 settembre prossimo.