Scala le classifiche europee: tre posizioni guadagnate in un anno, dal tredicesimo al decimo posto, e l'Expo ha avuto il suo ruolo. Scende nelle indagini fatte in casa, sui rubinetti: aumentano i clorurati nell'acqua pubblica, si beveva meglio un anno fa. E ancora, una capitolo dopo l'altro, tra pregi e difetti: troppo traffico e smog, ma migliorano i trasporti pubblici; boom per libri e musei, teatri e concerti, ma preoccupazione crescente per omicidi e violenze, per la crisi e per la «contrazione» del risparmio familiare. Nell'ultimo report il diciannovesimo dell'associazione MeglioMilano sulla «Qualità della vita » emerge chiaro il doppio volto della città. Internazionale, malata. Attenta alla cultura, congestionata. «Molte misure pubbliche sulla mobilità, sull'ambiente e sui servizi allo sport, cultura e tempo libero hanno iniziato a generare positivi andamenti degli indicatori relativi », commenta Roberto Camagni, docente di Economia urbana al Politecnico: «Queste tendenze contrastano però con l'andamento negativo dell'economia, da sempre uno dei punti di forza della città. Nelle aree di tradizionale debolezza di Milano servirebbe un progetto straordinario a carattere intersettoriale che leghi in modo forte e integri interventi sull'ambiente, sulla mobilità e sull'urbanistica». Aggiunge Simonpaolo Buongiardino, presidente di MeglioMilano: «L'Expo 2015 porterà visibilità. Arriveranno nuove sedi di grandi imprese nei prossimi anni». La ricerca, dunque. Si riferisce all'anno 2008. Sono aumentati i passeggeri del trasporto pubblico, Atm e ferrovie Nord, e sono calati incidenti e morti sulle strade. I milanesi hanno respirato un'aria meno inquinata, anche «grazie» a Ecopass, ma gli standard sono «ancora lontani dagli obblighi europei» (siamo «addirittura» al 32 posto in Europa). Tanto distanti che risultano in aumento i decessi per disturbi legati agli apparati respiratorio e circolatorio, le morti almeno in parte riconducibili allo smog. Le famiglie hanno perso il 3 per cento del reddito e Milano da una parte è invecchiata (duemila «anziani» in più) e dall'altra s'è svuotata (ha perso circa 2.500 residenti). Non solo: per la prima volta da vent'anni «diminuisce il numero di famiglie residenti in abitazioni di proprietà». Corre un rischio, Milano: «Un'economia a due velocità, con crescenti disparità, è la forbice sociale che si allarga». Purtroppo, si sapeva. A. St.