Due anni fa il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi affidò a Fabrizio Del Noce, giornalista (storico inviato del Tg1), dirigente Rai, ex parlamentare di Forza Italia, la presidenza del Consorzio di Valorizzazione Culturale della Reggia di Venaria. Presidente Del Noce, alla Reggia di Venaria sarà girata qualche fiction? «Credo sia meglio non esagerare. Se è necessaria qualche ambientazione va bene, ma l'immagine della Reggia di Venaria non va bruciata con una fiction. Basta vedere cosa è accaduto per il castello di Agliè, che tutti chiamano il castello di Elisa di Rivombrosa». Soddisfatto dei risultati raggiunti? «Il restauro è stato un lavoro entusiasmante, la Reggia è come l'Araba Fenice che risorge dalle ceneri. Negli Anni Settanta doveva essere abbattuta per l'edificazione di case popolari. Se non è accaduto bisogna ringraziare la gente del Comune di Venaria e i politici piemontesi, per queste cose veramente tutti uniti. Il Piemonte, e io sono torinese, ha bellezze naturali uniche, ma è anche sottovalutato, sfruttato in minima parte. Però, almeno, è la patria di vino e tartufi». Solo bellezze naturali? «Il Piemonte è pieno di regge, i Savoia erano pazzi: Rivoli, Moncalieri, Agliè. Per il piccolo stato che erano spendevano in palazzi cifre incredibili». A. A.