Partecipazione di uomini e mezzi all'indagine che comprende anche il capoluogo. Presentate le ricerche effettuate in Sabina e nel Cicolano. "Ringrazio la Provincia per averci permesso di organizzare questa importante giornata di studi e ricerche sulla Sabina e il Cicolano, in cui abbiamo potuto illustrare i risultati del lavoro fatto in questo territorio", ha dichiarato Giovanna Alvino, responsabile della Soprintendenza ai Beni Archeologici del Lazio."In questi anni si è creato un gruppo di studi sabini fatto di giovani che partecipano con passione ai campus universitari, ai cantieri scuola, sopperendo alla carenza di fondi (Cornell University di New York, British School at Rome, Università di Perugia e Napoli, convenzioni con comuni, Comunità montane, associazioni)". E c'è anche "Tito", il robot teleguidato del gruppo archeospeleologico Vespertilio, che è entrato nei cunicoli stretti e pericolosi, per la presenza di anidride solforosa, sacche di anidride carbonica e acqua stagnante. Il gruppo ha esplorato cunicoli, pozzi, cisterne, acquedotti, viadotti, che fanno parte di un sistema di impianti idraulici in tutto il territorio: bagni di Lucilla in località San Valentino, nel territorio appartenente al Comune di Poggio Mirteto, cunicoli di Casperia, pozzi in località Misericordia, sempre a Poggio Mirteto, anfiteatro di Monteleone, Santuario di Santa Vittoria, recentemente anche a Cotilia, dove è stato rinvenuto un santuario dedicato alla Dea Vacuna, dea dell'acqua e dei boschi. Dalla Sabina al Cicolano, passando per il ponte del Diavolo a Ponticelli, il ponte del Sambuco a Torricella, resti di ville, sedi oggi di aziende agricole (San Pietro in Asciano), villa Torone sulla Turanense, i reperti faunistici nella villa dei Bruttii Praesentes. Il Cicolano si è confermato un territorio ricco di presenze antiche, ma ancora sconosciute: 361 le tombe finora scavate al tumulo di Corvaro, la lunga storia della chiesa di San Martino a Torano. Per il Cicolano è in preparazione la prima carta archeologica del territorio. Più attenzione quando si passeggia a Rieti, dove si cela un "microcosmo" archeologico di grande pregio. Resti importanti sono nascosti qui e là: palazzo dell'Inps, piazza Oberdan, via della Pellicceria, via Garibaldi, via Roma, via Pescheria, Miramonti, palazzo Canali, Monastero di Santa Chiara. E poi il "grande festeggiato", Vespasiano, con gli studi su Cittareale e Falacrinae, le necropoli a fossa, le ville. Il 28 novembre alla sala del Popolo a Cittaducale, alle 17, il professor Coarelli illustrerà gli itinerari e le residenze Flavie. Infine una novità importante: l'archeologia come laboratorio per il sociale. Il centro Tangram di Roma ha relazionato sugli scavi a Cittaducale, fatti con i ragazzi down e autistici. I lavori hanno coinvolto l'aspetto cognitivo, manuale, relazionale, emozionale, con un progetto diviso in gruppi. I ragazzi terranno un workshop il 3 dicembre al museo Pigorini a Roma Francesca Sammarco