Dal prossimo 2 luglio sarà disponibile il sito dell'archivio storico dei Teatro la Fenice (www.teatrolafenice.org, alla voce archivio storico). Si tratta di un progetto pilota, finanziato cinque anni fa dal ministero dei beni culturali per un importo di 400mila euro, a cui hanno concorso anche la Regione Veneto, il Comune di Venezia e la stessa Fondazione del Gran Teatro. Se ne è parlato, ieri, all'Ateneo Veneto in occasione del convegno "Giuseppe Tartini e la musica del Settecento veneto". L'archivio storico si era salvato dall'incendio della Fenice, perché i suoi materiali erano dislocati in altri luoghi, in particolare alla Fondazione Levi. Così si è potuto conservare un prezioso patrimonio di conoscenze, l'unico anzi interamente conservato, fatta eccezione per il Regio di Parma, di un teatro lirico (la stessa Scala di Milano ha subito delle perdite durante la Rivoluzione del 1848). Cinque anni fa è cominciata la catalogazione digitale di tutti i materiali, a partire dal 1972, l'anno di inaugurazione del teatro. Si parte, dunque, dalla prima opera "I giochi d'Agrigento" di Giovanni Paisiello e poi i capolavori di Rossini, Bellini, Verdi (cinque le prime assolute presentate a Venezia, tra cui "Traviata", "Rigoletto" e "Simon Boccanegra") e, per venire a tempi più vicini. Stravinskij, Prokofiev, Britten e i grandi contemporanei, Maderna e Nono. Queste le cifre, snocciolate, con orgoglio dal Conservatore dell'archivio storico, Cristiano Chiarot, assistito dalla responsabile scientifico, Franco Rossi: 800 libretti d'opera, lettere autografe dei grandi compositori (di cui 200 di Giuseppe Verdi), un centinaio di bozzetti, le locandine e le foto degli spettacoli e dei personaggi. Tutto, tra pochi giorni, consultabile su internet, non solo da parte degli addetti ai lavori, ma anche di studenti, cultori, appassionati. Per gli ultimi tre anni, quelli che vanno dal 2001 al 2003, è disponibile il corpus completo dei documenti, anche visivi, di tutti gli spettacoli, lirica, concerti, ma arche balletti «II ministero, tramite il direttore generale per gli archivi Salvatore Italia, rappresentato da Danny Berger, ha fortemente creduto in questo progetto - dice Chiarot - Ed ha posto anche una condizione: che oltre ad essere consultabile, l'archivio possa anche avere una sua redditività. Tutti i materiali, dalle foto ai libretti, sono disponibili, ma a bassa definizione, quindi leggibili, ma non riproducibili. Se uno vuole una copia delle foto o dei libretti, paga i diritti di riproduzione». Dunque si può accedere ai materiali elettronici, messi a punto dalla Ad-System di Treviso. Gli originali, invece, saranno conservati in ambienti ad hoc. Dove? I più preziosi sono già al sicuro nei caveaux della Cassa di Risparmio. Quelli depositati alla Fondazione Levi, rimarranno in questa sede, tutti gli altri troveranno spazio nell'edificio in calle delle Schiavine, in pieno centro storico a pochi passi da Bacino Orseolo a San Marco, in uno stabile messo a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio.
La Fenice mette in rete il suo archivio
Dal 2 luglio sarà disponibile il sito dell'archivio storico dei Teatro la Fenice. Il progetto, finanziato dal ministero dei beni culturali, ha avuto un budget di 400mila euro. L'archivio storico si era salvato dall'incendio della Fenice grazie ai materiali dislocati in altri luoghi. La catalogazione digitale dei materiali è iniziata nel 2001 e si è conclusa con la disponibilità del corpus completo dei documenti di tutti gli spettacoli. L'archivio storico contiene 800 libretti d'opera, lettere autografe di compositori, bozzetti, locandine e foto. I materiali saranno consultabili su internet, ma a bassa definizione.
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