La procura lo accusa di abuso di ufficio per l'operazione delle costruzioni a San Macario Rinviato a giudizio il dirigente del settore urbanistica del Comune. L'architetto Maurizio Tani deve rispondere dell'accusa di abuso d'ufficio per la vicenda delle case costruite al posto di serre dismesse a San Macario. Secondo la tesi accusatoria, con questa operazione immobiliare il professionista avrebbe favorito la San Macario srl «procurando un ingiusto, rilevante vantaggio patrimoniale» alla società. E, al tempo stesso, avrebbe sfavorito il vicino, Alessandro Terigi, che si è già costituito parte civile, annunciando, tramite il legale Giuseppe Napoleone, che presenterà anche una citazione per danni nei confronti del Comune prima dell'inizio del processo, il 19 marzo. L'ANTEFATTO Alla fine del 1999 Alessandro Terigi acquista a San Macario un terreno con sopra serre dismesse. A novembre 2001 vende parte del terreno (con relativa porzione di serra) alla S. Macario srl. Alla fine la società riesce a costruire gli appartamenti, oggi al centro della vicenda giudiziaria, mentre Terigi si vede respingere un permesso analogo: da qui l'accusa di disparità di trattamento da parte dell'architetto Tani nei confronti di due privati. Accusa respinta dai legali del dirigente, secondo i quali le situazioni giuridiche e urbanistiche dei due privati erano diverse. L'AVVIO L'operazione immobiliare parte, in sordina, nell'aprile 2002 quando la vecchia San Macario sas presenta al Comune una comunicazione di «cambio di destinazione d'uso senza opere della serra (ex Casula) attribuendole la destinazione d'uso di magazzino-locali di deposito», secondo quanto ricostruisce l'architetto Gabriella Gabbriellini, consulente tecnica del pubblico ministero. Poi nell'aprile del 2005 la San Macario srl - società che aveva come referente, all'epoca, il commercialista Maurizio Fontanini - presenta una richiesta di permesso a costruire 7 fabbricati a schiera e isolati dopo la demolizione di un «corpo di fabbrica a uso magazzino dismesso dall'uso agricolo (le ex serre)». Dopo il rilascio di vari nulla-osta, compresi quelli ambientali e paesaggistici, il 24 luglio 2006 vengono rilasciati i permessi a costruire (213 e 214) «un complesso residenziale di 32 unità a uso abitativo, sistemazione dell'area pertinenziale e demolizione della costruzione preesistente. I PERMESSI DEL 2006 Il primo aspetto da chiarire riguarda la demolizione delle ex serre: se prima del rilascio delle concessioni edilizie la serra fosse stata rimossa, per la procura, la società non avrebbe avuto il diritto a realizzare le case perché le volumetrie, di fatto, non esistevano più. Negli atti che precedono il rilascio dei permessi del 24 luglio 2007, il consulente tecnico evidenzia alcune incongruenze: nella relazione tecnico-descrittiva dell'ingegner Gianluca Sani del 29 dicembre 2005 «è stato dichiarato che il fabbricato ex agricolo ancora a tale data doveva essere demolito, mentre negli elaborati grafici protocollati il 1 settembre 2005 il progettista indica come demolito lo stesso fabbricato. Inoltre - evidenzia l'architetto Gabbriellini - sugli elaborati grafici, sono state apportate modifiche dal progettista, direttamente sulla carta con la seguente dicitura: "porzione (di serra) demolita proprietà Terigi e "porzione demolita proprietà S. Macario"». Secondo il consulente del pm «la procedura non è corretta perché non è possibile ricomprendere nello stesso progetto il volume di un fabbricato facente parte di un'altra proprietà. Perciò la San Macario srl avrebbe dovuto firmare congiuntamente il progetto anche a Terigi in qualità di proprietario del terreno su cui insisteva parte del fabbricato ex agricolo». Oltretutto - segnala la consulente - «nel calcolo dei volumi dello stato attuale (della serra prima della demolizione) è stato conteggiato anche il volume del fabbricato ex agricolo della parte di Terigi. In più la demolizione della serra è avvenuta senza titolo abilitativo, quindi abusivamente: perciò il progetto non era più inerente a un permesso a costruire, ma a una sanatoria (con relativa sanzione) con rilascio successivo di eventuale permesso a costruire separato». I PERMESSI DEL 2008 Il 28 gennaio 2008 vengono rilasciati alla Imital Lucca spa (nel frattempo ci sono state due volture: dalla San Macario alla Imital spa e dalla Imital spa alla Imital Lucca) due nuovi permessi a costruire, in sostituzione di quelli del 2006, per realizzare 27 appartamenti in 4 edifici (invece che 32 in 7). La consulente osserva che il permesso è rilasciato nel giorno di approvazione della variante alle norme tecniche di attuazione che non avrebbe reso possibile il nuovo intervento, che il permesso è invalidato dal decreto di annullamento della Sovrintendenza protocollato il 25 gennaio anche se spedito al Comune il 28 e che non è corretta la procedura di rilascio di un permesso a costruire in sostituzione di opere previste in un precedente permesso. «Questo tipo di atto - scrive l'architetto Gabbriellini - è un artifizio creato dalla proprietà e accettato dal Comune che mai, in molti anni di professione, oltre che di membro di commissione edilizia e urbanistica, ho riscontrato esistere». Alla fine, quindi, si è creata una «situazione assolutamente anomala». Per cui - conclude la professionista - i permessi a costruire rilasciati sono conformi agli strumenti urbanistici «ma gli atti rilasciati dal Comune con la dicitura "sostituzione di opere autorizzate con permesso a costruire" non trovano alcun riscontro nelle normali procedure attuative, regolamentate dalla legislazione vigente». I PERMESSI TERIGI Nel dicembre 2006 anche Terigi presenta una richiesta a costruire 4 edifici residenziali a San Macario con riutilizzo dei volumi della porzione di ex serra Casula. Ma nel 2001 il Comune gli nega l'autorizzazione per l'assenza del manufatto ex agricolo. Ma secondo la consulente del pm «non si comprende la ragione per cui alla San Macario srl sia stato rilasciato il permesso a costruire, mentre a Terigi sia stato negato: siccome il manufatto era interamente demolito in ambedue i casi, si deve dedurre che le motivazioni che hanno portato al diniego per Terigi dovevano essere applicate anche alla precedente richiesta della San Macario srl». Quindi - è la conclusione della consulente dell'accusa - l'amministrazione comunale non ha adottato lo stesso criterio per i due casi. Da qui la decisione anche di Terigi di citare per danni il Comune «perché - ribadisce l'avvocato Napoleone - a nostro avviso il dirigente in questa vicenda non ha agito motu proprio».
LUCCA. Processo al dirigente Tani. Il gup lo rinvia a giudizio per le case al posto delle serre
La procura accusa l'architetto Maurizio Tani di abuso d'ufficio per aver favorito la San Macario srl nella costruzione di case a San Macario, favorendo la società e sfavorendo Alessandro Terigi, che aveva acquistato un terreno con serre dismesse. La società aveva richiesto un permesso a costruire, ma la demolizione delle serre non era stata autorizzata. Il progetto era stato modificato per includere la demolizione delle serre, ma la procedura non era corretta. La San Macario srl aveva ottenuto il permesso a costruire, mentre Terigi aveva ricevuto un rifiuto. La procura sostiene che Tani non abbia agito motu proprio e che la decisione sia stata influenzata dalla società.
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