Il Vittoriano, punto di riferimento ideale dell'unità della Nazione, ospita fino al 5 settembre nella sala Zanardelli un'importante rassegna dedicata ad approfondire gli elementi di continuità della Nazione Italia. «Fonti per la storia d'Italia» è la prima tranche del progetto «Le radici della Nazione» che prevede otto rassegne che si snoderanno da qui al 2011, anno delle celebrazioni del 150 anniversario dell'Unità d'Italia. Come suggerisce il titolo è la ricostruzione delle radici profonde che dimostrano otto secoli di storia, di unità nella diversità, a partire dagli statuti dei comuni redatti in latino e poi man mano dal XIII secolo in volgare, ai documenti delle corporazioni, potenti categorie professionali come i vasai di Perugia, i fabbri di Bologna, i calzolai di Roma, alle edizioni antiche di storia locale spesso arricchite da incisioni dei luoghi citati. Nella prima sezione (una trentina di opere), sono esposti documenti rari provenienti da archivi pubblici e privati di tutta Italia. Fra i pezzi più preziosi il cosiddetto «Indovinello veronese» della Biblioteca Capitolare di Verona, che compare in un codice manoscritto proveniente dalla Spagna. È il primo testo conosciuto scritto in volgare risalente all'VIII secolo e si riferisce all'attività dello scriba. Eccezionale anche il manoscritto in pergamena del XIII secolo, con l'originale del «Cantico delle creature», proveniente da Assisi, che secondo la tradizione Frate Leone prese in custodia direttamente dalle mani di S. Francesco. È del 1535 un «Portolano» che documenta le nuove conoscenze geografiche. Viene da San Colombano di Bobbio il codice miniato realizzato da monaci irlandesi, dal monastero di Santa Scolastica a Subia-co l'incunabolo a stampa del «De Civitate Dei» di S. Agostino e dall'Archivio Odescalchi antichi «cabrei» dei possedimenti della famiglia. Faceva parte dell'Armeria Odescalchi la rotella «da carosello» sulla quale Stradano dipinse la battaglia vinta da Cosmo I a Marciano in Val di Chiana nel 1554, decisiva per l'unificazione del granducato di Toscana. Sono della Biblioteca del Senato gli statuti, documenti giuridici e insieme opere d'arte, e i libri storici esposti nella seconda sezione, 147 opere in tutto. Una biblioteca, quella del Senato, fra le più ricche per quanto riguarda la storia moderna, dal tardo Medioevo a Napoleone. Dopo l'Unità infatti, i senatori del Regno promossero un'importante campagna di acquisizioni retrospettive. Nel tempo si sono aggiunti nuovi acquisti, doni e lasciti. Si va dal documento più antico, lo statuto della città di Volterra del Duecento fino a giungere al testo originale della Costituzione Italiana conservato all'Archivio Centrale dello Stato. Complesso del Vittoriano (ingresso Ara Coeli), tel. 06-69200867. Fino al 5 settembre. Ingresso libero.
Le radici culturali della Nazione: otto secoli in mostra
Il Vittoriano ospita fino al 5 settembre una rassegna intitolata "Fonti per la storia d'Italia" che si concentra sull'unità della Nazione. Il progetto "Le radici della Nazione" prevede otto rassegne che si snoderanno fino al 2011. La prima sezione esporrà documenti rari provenienti da archivi pubblici e privati di tutta Italia, tra cui il cosiddetto Indovinello veronese, un testo in volgare risalente all'VIII secolo. Altre opere esposte includono un manoscritto del XIII secolo con l'originale del Cantico delle creature, un Portolano del 1535 e una rotella da carosello dipinta da Stradano.
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