Lha dipinta nel Conservatorio di Santa Maria Francesco Curradi a metà '600, mentre si processava Galileo E la prima rappresentazione astronomica della luna. E non la tipica mezza luna delliconografia della Vergine, che vi adagia i piedi sopra. Lha dipinta Francesco Curradi negli anni 1637-39, sovrasta la porta di ingresso della chiesa del Conservatorio di Santa Maria degli Angiolini, in via della Colonna. «Incredibile, in pieno processo a Galileo nel 1633, Curradi rappresenta la luna come corpo astronomico, ne esiste solo unaltra del Cigoli, a Santa Maria Maggiore a Roma» si stupisce Cristina Acidini, soprintendente del Polo museale fiorentino, in visita con funzionaria e storica dellarte Brunella Teodori, curatrice degli ultimi restauri del Conservatorio. Una scoperta da approfondire con studi e ricerche, nellantico complesso, creato da sei donne fiorentine nel 1507 per dedicarsi a pratiche religiose e di carità, diventato poi monastero di clausura domenicano. Negli ultimi due anni, grazie ai fondi dellEnte Cassa, alcuni spazi dellantico convento sono stati restaurati e ora si avviano a diventare percorso museale aperto alla città e ai visitatori.