TURISMO Niente soldi per il «Progetto Supramonte», varato da Soru e atteso per mentenere l'occupazione nelle aree dell'interno (c.cos.) Il turismo come una delle risposte possibili alla crisi del sistema industriale in Sardegna? Sì, specialmente se turismo non vuol dire cementificazione delle coste, villette a schiera e «Briatori» vari, ma invece rispondere a una domanda crescente nel mercato delle vacanze, quella di ambiente incontaminato da godere senza devastarlo e di particolarità culturali di cui andare alla scoperta, senza folclore, ma mossi dalla voglia di conoscere e di dialogare con realtà altre. Era ciò che pensava Renato Soru quando fece approvare alla sua maggioranza il «Progetto Supramonte». Era un tentativo di coinvolgere i comuni di Orgosolo, di Oliena e di Dorgali in un piano di sviluppo del turismo consapevole e responsabile nel cuore della Sardegna, la Barbagia. Ora si scopre che nella finanziaria regionale alla quale sta lavorando l'attuale maggioranza di centrodestra non c'è traccia di fondi per il «Progetto Supramonte». Scelta perfettamente coerente da parte del governatore Ugo Cappellacci, che ha basato gran parte della sua campagna elettorale sulla promessa di rilanciare il vecchio modello di sviluppo turistico, tutto mattone e speculazione immobiliare. La giunta di centrodestra ha approvato un piano-casa regionale che in pratica smantella la legge di tutela delle coste voluta dall'amministrazione Soru. L'assalto alle spiagge, ma anche al paesaggio delle zone interne dell'isola, nei prossimi mesi riprenderà in maniera massiccia. E però c'è chi non ci sta. A Orgosolo gli operatori turistici della cooperativa «Rinascita 70» hanno occupato il municipio. Sino al 2003 la cooperativa dava lavoro a un centinaio di persone (che per un piccolo paese come Orgosolo sono molte) e gestiva i principali servizi turistici della zona. Poi la crisi e la chiusura, non solo di «Rinascita 70», ma anche di tante altre piccole aziende turistiche della Barbagia e del centro Sardegna. Il «Progetto Supramonte» era l'occasione per il rilancio di un settore, quello del turismo lontano dalle aree delle vacanze dorate sulle coste, che è in forte affanno e che perde occupazione. «Non ci muoveremo di qui - fanno sapere dal municipio gli occupanti - sino a quando il presidente Cappellacci non ci avrà dato una risposta. Vogliamo che il finanziamento del Progetto Supramonte venga inserito nella finanziaria regionale». Tutta la Barbagia vive una crisi economica e sociale pesantissima. L'industria chimica, dopo lo smantellamento del polo petrochimico di Ottana, praticamente non esiste più. Migliaia di posti di lavoro sono stati bruciati in un paio d'anni. E non è soltanto l'industria ad andare male. Soffrono anche le attività tradizionali di questa parte dell'isola. Pastori e agricoltori sono con l'acqua alla gola, vittime di una ristrutturazione del settore primario a livello mondiale che premia le grandi concentrazioni industriali dell'agroalimentare e uccide gli imprenditori più piccoli. Come in tutto il resto della Sardegna, molte aziende sovrastate dai debiti corrono il rischio del fallimento. Foto: UN TIPICO MURALE DI ORGOSOLO
SARDEGNA - Cappellacci riscopre il modello Briatore, tutto mattone e speculazione
Il Progetto Supramonte, un piano di sviluppo del turismo consapevole e responsabile nella Barbagia sarda, non ha ricevuto fondi nella finanziaria regionale. Il governatore Ugo Cappellacci ha basato la sua campagna elettorale sulla promessa di rilanciare il vecchio modello di sviluppo turistico, che prevede la speculazione immobiliare. La giunta di centrodestra ha approvato un piano-casa regionale che smantella la legge di tutela delle coste voluta dall'amministrazione Soru. Gli operatori turistici della cooperativa Rinascita 70 di Orgosolo hanno occupato il municipio per richiedere il finanziamento del Progetto Supramonte.
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