«Sconcertante e preoccupante la situazione del Museo Archeologico di Napoli per la gestione della Soprintendente Maria Rosaria Salvatore che invece di lavorare al rilancio dell'importante struttura Campana ,sembra più interessata ad aggravarne le difficoltà, privando i visitatori di importanti iniziative peraltro programmate con l'Ufficio Scolastico Regionale della Campania». Lo dice il segretario generale della Uil Gianfranco Cerasoli, in seguito alla scelta del sovrintendente di cancellare le iniziative didattiche, tra le quali le visite guidate e i laboratori per i piccoli studenti. Il sindacalista ha denunciato la situazione al ministro dei Beni culturali Sandro Bondi per «la grave caduta di immagine che i comportamenti del Soprintendenti determinano sul patrimonio culturale di Napoli e del sistema beni culturali del Paese». Infatti, scrive Cerasoli, «non serve a nulla parlare di valorizzazione e promozione dei beni culturali come l'asse portante di una politica di sistema per accrescere l'attenzione dei visitatori verso Napoli e l'Italia, quando poi tali sforzi vengono vanificati da miopia e irresponsabilità gestionali da parte di Dirigenti che sono lautamente remunerati». V'è da dire che il confronto dei dati dei primi 10 mesi del 2009 sul 2008 relativo alla situazione dei Musei e aree archeologiche della Campania, fa registrare, pur con una diminuzione degli introiti, un timido recupero dei visitatori pari allo 0,74 che in termini assoluti significa che da gennaio ad agosto di quest'anno i visitatori sono stati 4.175.121 a fronte di 4.144.422 dello scorso anno. Sono diminuiti i visitatori paganti e questo a dimostrazione che occorre rilanciare iniziative e attività che richiamino l'attenzione di quanti sono disponibili a pagare la fruizione dei beni culturali. «Certo - dice Cerasoli - il rilancio di attività e iniziative a Napoli ma anche a Pompei è difficile con gestioni come quelle che sta mettendo in campo l'attuale Soprintendente visto che a distanza di due mesi ancora non c'è la minima traccia di un piano, di una strategia complessiva e unitaria della Soprintendenza Speciale che sconta superficialità leggerezza e pressappochismo con una buona dose di menefreghismo dello stesso Ministero che appare molto distante dai problemi del territorio di Napoli».