È l'architetto del centro servizi di via Vico a Forte Chi controlla la società che lo dovrebbe realizzare Ci sono storie - e nomi - che ritornano. Prendete il Palacongressi di via degli Olmi: a realizzarlo sarà la società Palacongressi Versilia spa e il progetto verrà firmato dall'architetto fiorentino Guido Spadolini, nipote dello storico ed ex presidente del consiglio Giovanni. Attori già visti sul palcoscenico della Versilia. Partiamo dalla società: il capitale sociale della spa (con sede legale a Forte dei Marmi) è in mano per il 95 a Roberto Limatola (solo un 5 è di Robertina Limatola), che ricopre anche la carica di amministratore unico. Questo 67enne di origini napoletane, commerciante nel mondo del marmo di qua e di là dalle Apuane, ci aveva già provato: quasi 10 anni fa, sugli stessi terreni di via degli Olmi, aveva presentato un maxiprogetto da 3.300 posti uscito dalla matita dell'architetto Paolo Portoghesi. Visione avveniristica, sponsorizzata dal Mallegni-1 che, col passare degli anni, si era poi arenata: un po' per intoppi urbanistici, un po' per le opposizioni politiche ma soprattutto per il poco calore mostrato dalle amministrazioni comunali della Versilia. A parte, ovviamente, Forte dei Marmi. L'idea, dunque, è rimasta a galleggiare mollemente per quasi dieci anni, inabissandosi e poi ritornando in superficie come un fiume carsico. Fino all'accelerata degli ultimi mesi, con tanto di convenzione fra Pietrasanta e Forte per mettere paletti contro la destinazione commerciale e sistemare la questione delle opere "collaterali". Intanto, però, è cambiato il nome del progettista. Da Portoghesi a Guido Spadolini, architetto fiorentino nipote di Giovanni. Esperto di design nautico e appassionato di mare in prima persona (è presidente dello yacht club di Scarlino), anche Spadolini è un nome che in Versilia ha già avuto l'onore delle cronache: a lui, infatti, si deve il progetto del centro servizi che avrebbe dovuto vedere la luce su via Vico, a Forte. Qualche centinaia di metri più a nord, insomma, del Palacongressi. Un progetto - quello del centro servizi - che, sponsorizzato dalla giunta Bertola, fu stoppato in extremis da Buratti anche per la paura che si trattasse di una struttura commerciale "mascherata".