L'area circostante è stata transennata: Comune e Soprintendenza studiano l'intervento per la messa in sicurezza L'obelisco di piazza Mazzini, ovvero la "Fonte Guglia" realizzata dall'architetto Pasquale Poccianti nel 1836 nell'ambito dei lavori di ampliamento dell'acquedotto, presenta numerose e vaste porzioni pericolanti, e per questo motivo tutta la zona circostante è stata transennata nel pomeriggio di ieri. Non è la prima volta che l'amministrazione deve intervenire per mettere in sicurezza il monumento. Come molti livornesi ricorderanno, in origine l'obelisco era molto più alto, ma una ventina di anni fa la parte terminale venne rimossa perché pericolante. Oggi il problema si ripropone, seppur in forme diverse. Nel corso dei sopralluoghi effettuati dai tecnici comunali e, su loro richiesta, anche da esperti del settore (il restauratore Gianni Trapani, il petrografo Corrado Gratziu, la geologa Antonella Bertagnini) è infatti emerso un quadro di degrado (corrosione e sfaldamento avanzati) e di precarietà che rendono appunto necessaria la messa in sicurezza dell'obelisco e della zona circostante. Esiste infatti un serio pericolo di crollo. «Allo stato attuale - spiega infatti il restauratore Gianni Trapani - è riscontrabile una situazione di precaria stabilità dell'oggetto, sia perché i punti di appoggio dell'obelisco in corrispondenza delle sfere sono "scoppiati", sia perché i blocchi superiori presentano un gravissimo processo di corrosione». Da qui il transennamento della zona deciso dal Comune, per impedire che qualcuna possa avvicinarsi. Il tutto in attesa di un pronunciamento da parte della Soprintendenza di Pisa e di Livorno in merito all'intervento da effettuare per restaurare l'obelisco e metterlo in sicurezza.