Le necropoli etrusche di Tarquinia e di Cerveteri si avvicinano all'ingresso nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità tutelato dall'Unesco. Il ministero dei Beni culturali, la Regione Lazio, le province di Roma e Viterbo ed i due comuni di Tarquinia e Cerveteri hanno sottoscritto ieri il protocollo d'intesa per predisporre il "piano di gestione" dei siti e del loro territorio, atto fondamentale richiesto dall'Unesco per valutare la candidatura all'iscrizione. Il documento è stato firmato dal sottosegretario ai Beni culturali Nicola Bono, con l'assessore alla cultura della Regione Lazio Luigi Ciaraiaelletti, il presidente della Provincia di Viterbo Giulio Marini, l'assessore alla cultura della Provincia di Roma Paola Guerci, il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi ed il commissario straordinario al Comune di Cerveteri Paola Basilone. Con l'intesa, tutte le istituzioni che hanno competenza sulle aree archeologiche si impegnano a collaborare nell'elaborazione ed attuazione di un piano organico per la conservazione e la tutela dei siti, collegata alla loro fruizione turistica ed allo sviluppo culturale, economico e sociale del territorio. Il programma di lavoro si propone quindi di confermare e perfezionare i programmi di conservazione e di valorizzazione turistica già avviati e di sviluppare una collaborazione per la protezione e la riqualificazione del paesaggio intomo ai siti. Sarà anche rafforzata la politica di promozione, per una maggiore sensibilizzazione delle popolazioni e lo sviluppo di un sistema economico locale che coinvolga il turismo ma anche l'artigianato, l'agricoltura, la comunicazione e la formazione. A questo scopo, il piano prevede l'individuazione di tre ambiti territoriali di riferimento. In primo piano c'è l'area dei siti e dei musei archeologici collegati dove il piano di gestione, oltre a mostrare i risultati raggiunti, presenta le prospettive di crescita in termini eli conservazione, monitoraggio e fruizione turistica. Attorno ai siti è poi individuata una "zona tampone", già tutelata dalle leggi nazionali e dal piano paesistico della Regione, dove saranno creati due parchi archeologici e avviate politiche di riqualificazione del paesaggio e valorizzazione del territorio. Nel terzo ambito territoriale, più ampio, che corrisponde alle aree di competenza dei comuni e delle province coinvolte, sono infine previste altre forme di promozione e valorizzazione."L'Unesco - ha spiegato Bono - impone la garanzia di una tutela continua nel tempo e pretende l'atto formale del piano di gestione. Il nostro obiettivo minimo è quello di creare uno strumento che garantisca la tutela e la gestione futura dell'unicità di quest'area. Obiettivo più ambizioso è quello di avviare un processo di sviluppo sulla base della capacità di mettere a profitto il patrimonio culturale e creare un sistema fra tutte le risorse del territorio. A giugno si riunirà il comitato che deciderà sull'ammissione dei siti nel patrimonio mondiale dell'umanità e a settembre avverrà il pronunciamento formale della decisione. Se tutto va bene entro un anno le due necropoli saranno il 37 sito Unesco in Italia". Ciaramelletti ha ricordato la legge quadro sul turismo che la Regione Lazio si appresta a varare ed ha evidenziato il "nuovo modo di intendere la gestione del sito culturale e del suo territorio" previsto dal piano che permette di "creare una maggiore consapevolezza fra la popolazione sulle ricchezze che custodisce e ad assumere un modello innovativo di gestione". Soddisfazione per la firma del protocollo è stata espressa dal presidente della Provincia di Viterbo, Giulio Marini e dall'assessore alla Cultura Gian Maria Santucci.
Tombe etrusche sotto tutela Unesco. Firmato un protocollo
Il ministero dei Beni culturali, la Regione Lazio, le province di Roma e Viterbo ed i due comuni di Tarquinia e Cerveteri hanno sottoscritto un protocollo d'intesa per predisporre il "piano di gestione" dei siti archeologici di Tarquinia e Cerveteri. L'Unesco richiede una garanzia di tutela continua e un atto formale del piano di gestione. Il piano prevede la collaborazione tra le istituzioni per la conservazione e la tutela dei siti, la valorizzazione turistica e lo sviluppo culturale, economico e sociale del territorio.
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