La curiosità La Chimera e lArringatore sono i pezzi simbolo più importanti del Museo archeologico nazionale. LArringatore, identificato con il romano Aulo Metello, II sec. a.C., rientra dopo un lungo restauro che ha visto riuniti Cnr, Infin, Opificio, Università e Regione. La Chimera invece da luglio incanta i visitatori del Paul Getty Museum di Los Angeles. «E un feticcio culturale e ha un gran successo. Solo il primo giorno è stata visitata da 800 persone» racconta Mario Iozzo, funzionario del museo che lha accompagnata in Usa. Come si legge in una delibera del comune di Arezzo, fu rinvenuta il 15 novembre del 1553 durante i lavori per un nuovo bastione: «Si trattava di un leone in bronzo di grandezza naturale, eseguito in modo elegante ed ad arte, feroce nellaspetto con le fauci aperte e peli della giubba eretti e portava sul dorso a guisa di trofeo, la testa di un capro sgozzatoIl nostro principe comandò che questopera così eccellente fosse portata a Firenze con le molte piccole statue trovate assieme». Inoltre Cellini racconta che fu Cosimo I de Medici in persona a pulirle da «terra e ruggine». (m.a.)
FIRENZE - Un leone elegante e feroce che adesso incanta Los Angeles
La curiosità La Chimera e lArringatore sono i pezzi simbolo più importanti del Museo archeologico nazionale. LArringatore, identificato con il romano Aulo Metello, II sec. a.C., rientra dopo un lungo restauro che ha visto riuniti Cnr, Infin, Opificio, Università e Regione. La Chimera invece da luglio incanta i visitatori del Paul Getty Museum di Los Angeles. E un feticcio culturale e ha un gran successo. Solo il primo giorno è stata visitata da 800 persone racconta Mario Iozzo, funzionario del museo che lha accompagnata in Usa. Come si legge in una delibera del comune di Arezzo, fu rinvenuta il 15 novembre del 1553 durante i lavori per un nuovo bastione: Si trattava di un leone in bronzo di grandezza naturale, eseguito in modo elegante ed ad arte, feroce nellaspetto con le fauci aperte e peli della giubba eretti e portava sul dorso a guisa di trofeo, la testa di un capro sgozzatoIl nostro principe comandò che questopera così eccellente fosse portata a Firenze con le molte piccole statue trovate assieme. Inoltre Cellini racconta che fu Cosimo I de Medici in persona a pulirle da terra e ruggine. (m.a.
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