La Finanziaria del 2008 tagliava in tre anni 33 miliardi dai bilanci dei vari ministeri Sul piatto ci sono solo i 3,8 miliardi dello scudo fiscale, tutti ancora da incassare ROMA - Altro che assalto alla diligenza! Questo non è il solito attacco dei peones allultimo treno per Yuma, non cè neppure la corsa allemendamento della «lobby del campanile», per alluvioni dimenticate ed enti inutili. Stavolta si è formata una vera e propria Santa Alleanza per accaparrarsi più di 12 miliardi. O come ha detto il presidente della Commissione Finanze del Senato, Mario Baldassarri, che qualche giorno fa si è battuto a Palazzo Madama per la sua controfinanziaria da 37 miliardi, per evitare che il paese resti soffocato da una politica economica «inerziale». Sul tavolo del ministro dellEconomia Giulio Tremonti da giorni si accumulano richieste perentorie di denaro. A formularle, con lettere cortesi o con pubbliche dichiarazioni minacciose, sono i ministri di spesa. Quelli ai quali il giorno del giuramento Tremonti indirizzò la seguente battuta: «Siete tutti ministri senza portafoglio... ». Ovvero: qui comando io! Complice la crisi economica, nel 2008 Tremonti varò una Finanziaria tagliola: in tre anni venivano eliminati con un tratto di penna 33 miliardi dai bilanci dei vari ministeri, in modo «lineare» cioè proporzionale per tutti, senza distinguere gli sprechi dalla «carne viva». Questanno, semplicemente non lha fatta: solo 3 articoli. Allora nessuno ebbe il coraggio di fiatare allora, ma ora che sembra vedersi qualche spiraglio di ripresa e soprattutto si avvicinano le elezioni regionali, la bolla è scoppiata. Scajola (Sviluppo economico) chiede 1,5 miliardi per aiutare la ripresa, vuole soldi per finanziare il settore aeronautico, la banda larga, gli investimenti tecnologici, i soldi per le rottamazioni e per rilanciare i consumi. Dove prenderli? Dal Fas (lo spremuto fondo per le aree depresse) oppure dalle risorse dello scudo fiscale che, dice, «mi dovranno essere assegnate». La Prestigiacomo, ministra meridionalista dellAmbiente e ormai ai ferri corti con Tremonti, ha bisogno di 1 miliardo e mezzo per il piano idrogeologico e dei soldi per lalluvione di Messina (100 milioni). Maroni (Interni), che nelle settimane scorse ha minacciato di votare con lopposizione, vuole denari per le assunzioni nelle Forze armate e nella Polizia: gli servono 1,2 miliardi e per ora ha avuto dal rapido passaggio al Senato della Finanziaria solo 100 milioni. La Russa (Difesa) ha la responsabilità della nostra missione di pace in Afghanistan dove mancano i pezzi di ricambio per le jeep: ha bisogno di 1,3 miliardi. Brunetta (Funzione pubblica), protagonista dellultima agguerrita sortita contro Tremonti, si sta battendo come un leone per gli 800 miliardi della banda larga. Bondi (Beni culturali) tra spettacolo e musei cerca 4-500 milioni. Infine la Gelmini (Istruzione): vuole 1 miliardo (di cui 350 milioni per il fondo ordinario per lUniversità e 360 milioni per gli Lsu della scuola). Tanto per evitare equivoci, nei giorni scorsi ha detto che i soldi dello scudo dovranno essere assegnati «prioritariamente alluniversità». E poi cè il Cavaliere: non va dimenticato che qualche settimana fa allassemblea della Cna fu proprio la sua promessa di riduzione dellIrap ad accendere la miccia della polemica allinterno del governo che, dopo il «no» di Tremonti, si chiuse con la creazione della cosiddetta «cabina di regia». «Lassalto alla diligenza non ci sarà più», aveva detto Tremonti il 23 settembre in occasione del varo della Finanziaria. Al Senato una larga parte del Pdl, guidata da Baldassarri è uscita allo scoperto ha presentato la propria contromanovra, lha portata al voto e il governo ha rischiato grosso. Oggi la partita ricomincia al Senato ma sul tavolo Tremonti non potrà mettere altro che i 3,8 miliardi dello scudo fiscale, peraltro ancora da incassare.
FINANZIARIA - Da Bondi a Maroni lassalto alla diligenza vale dodici miliardi
La Finanziaria del 2008 tagliava in tre anni 33 miliardi dai bilanci dei vari ministeri. Questanno, non è stata fatta alcuna taglia. I ministri di spesa chiedono denari per vari progetti, come il settore aeronautico, la banda larga, gli investimenti tecnologici e le rottamazioni. Sono richieste per un totale di oltre 12 miliardi. Il ministro dellEconomia Giulio Tremonti ha indirizzato una battuta ai ministri di spesa, dicendo che sono tutti ministri senza portafoglio. I ministri chiedono denari per vari progetti, come il piano idrogeologico, le assunzioni nelle Forze armate e nella Polizia, la missione di pace in Afghanistan e gli investimenti nella banda larga.
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