Bloccata la trasformazione della casa padronale e dei bungalow in unità abitative: è ancora in corso un'azione giudiziaria Alassio. Neppure il tempo di riprendere il progetto in mano e subito arriva lo stop dalla soprintendenza per via delle inchieste giudiziarie aperte. A far discutere è nuovamente il progetto di recupero di Punta Murena, con la trasformazione della casa padronale e delle volumetrie dei bungalow in unità abitative. Qualche giorno fa la società Ambra, che ha recentemente acquistato il complesso e i progetti per una cifra iperbolica (si parla di più di dieci milioni), ha fatto sapere all'amministrazione comunale di avere intenzione di riprendere in mano il progetto di sir Norman Foster e riaprire la conferenza dei servizi che deve dare il via libera alla ristrutturazione. Ma prima ancora che fosse compiuto qualsiasi atto formale per l'approvazione del progetto principale è arrivata una doccia fredda, che blocca persino un intervento tutto sommato marginale: la sistemazione di un tratto della passeggiata interna al parco privato, che ovviamente dopo tanti anni comincia a mostrare i segni del lungo inutilizzo. Una sistemazione il cui progetto è già arrivato agli uffici comunali per l'approvazione ma sembra destinato a rimanere bloccato nei cassetti, almeno per il momento. Nei giorni scorsi, infatti, è arrivata a palazzo comunale una lettera della Soprintendenza che comunica la sospensione di ogni decisione riguardante qualsiasi intervento sul complesso di Punta Murena, e siccome tutta l'area è in zona vincolata anche la semplice sistemazione della passeggiata necessita del parere della soprintendenza. Per il momento, quindi, non si può toccare neppure un sasso. La decisione della soprintendenza di "congelare" ogni decisione su Punta Murena è motivata con l'esistenza di un procedimento giudiziario, che sconsiglierebbe l'ente ad esporsi in valutazioni di merito. E questo silenzio autoimposto dovrebbe durare fino alla conclusione dell'inchiesta, quindi un tempo non necessariamente breve. Il procedimento in questione sarebbe quello aperto dall'allora procuratore Vincenzo Scolastico in seguito all'esposto di un'associazione ambientalista sui bungalow, o meglio sul loro condono che secondo l'esposto sarebbe stato irregolare. Un problema non da poco, visto che proprio i bungalow rappresentano una parte consistente della volumetria complessiva e che senza quei metri cubi l'operazione perderebbe molto del suo valore. Proprio sui bungalow la soprintendente Costanza Fusconi è stata incaricata dalla magistratura di redigere un parere tecnico, che sarebbe già stato inviato alla procura. Resta da vedere quindi quali saranno le prossime evoluzioni della vicenda. L. Reb.