Non dimissioni ma rottura, brusca nella sostanza, anche se ingentilita nelle forme del commiato. Si è concluso così il rapporto tra il direttore e amministratore delegato di Palazzo Grassi Monique Veaute e il "padrone di casa" François Pinault, ufficializzato ieri, dopo che la notizia era ormai trapelata, da un comunicato della società. Un addio spiegato come la fine di un mandato a termine affidato a Veaute. legato all'apertura della Punta della Dogana. E si teme ora che Palazzo Grassi e Punta Dogana diventino sempre più "chiusi" al rapporto con la città. «Questo non deve accadere - commenta l'assessore al Patrimonio Mara Rumiz - soprattutto per Punta della Dogana. Mi dispiace moltissimo che Monique Veaute se ne vada, proprio per la grande apertura alla città di Palazzo Grassi e della Dogana che aveva saputo dare». Palazzo Grassi informa nel comunicato che Monique Veaute «dopo aver portato a termine la missione assegnatale da François Pinault» lascia il suo incarico. La missione era appunto l'apertura del Centro d'arte contemporanea di Punta della Dogana, con la mostra Mapping the Studio allargata a Palazzo Grassi «che sta registrando un vasto successo di pubblico, con oltre 235 mila visitatori in 24 settimane di apertura». Pinault ringrazia Veaute per il lavoro svolto. «E' stato per me - scrive il direttore uscente - un periodo di grande impegno, ma anche di grandissime soddisfazioni. Sono stata chiamata da François Pinault a svolgere questo prestigioso incarico in un momento di grande fermento. Mi ha lanciato una sfida che ho raccolto con entusiasmo: inaugurare il Centro di Punta della Dogana alla data stabilita e portare in una città straordinaria come Venezia le opere di artisti riuniti in una collezione di arte contemporanea tra le più importanti del mondo». E i ringraziamenti di Veaute, oltre che per Pinault, sono anche per il sindaco Massimo Cacciari e per la soprintendente Renata Codello, che ha seguito i lavori della Dogana. Ma a smentire che il suo mandato scadesse con l'avvio di Punta Dogana basta il fatto che non più tardi di un mese e mezzo fa avesse presentato le attività del prossimo anno e mezzo di Palazzo Grassi e Punta Dogana - vedremo ora se saranno confermate - senza minimamente accennare al termine del suo mandato. La rottura, definitiva, con Pinault è avvenuta evidentemente poco dopo. Molto critico il portavoce del presidente della Regione Giancarlo Galan, Franco Miracco: «L'uscita di scena di Monique Veaute, che va solo elogiata per il suo intelligente impegno nel rapporto con la città, conferma i peggiori sospetti sul modo in cui Pinault interpreta la sua presenza a Venezia a Palazzo Grassi e Punta della Dogana. Ma davvero il museo d'arte moderna e contemporanea voluto dal Comune alla Dogana è solo la collezione Pinault? Non serviva una gara, allora, per deciderlo. E davvero l'impegno su Palazzo Grassi al momento della vendita era solo quello di dedicarlo alla sua collezione, dimenticando le altre mostre?» E anche Angela Vettese, presidente della Bevilacqua la Masa e membro del Comitato di Punta Dogana «grata a Monique Veaute per avere aperto le porte ai nostri studenti e in generale agli atenei veneziani», spera che chi le succeda continui a fare delle due sedi espositive anche un luogo «di cultura-ricerca». «Purtroppo - conclude - il suo lavoro in questo senso era appena iniziato». Per la scelta del successore, Pinault non ha fretta, visto che per due anni nulla muterà alla Dogana e a Palazzo Grassi.